
Raspberry Pi ha recentemente introdotto il Radio Module 2 (RM2), un modulo standalone per connettività wireless che integra Wi-Fi 4 e Bluetooth 5.2 in un form factor ridotto e a un prezzo estremamente competitivo: 4 dollari. Si tratta di una mossa significativa per la comunità dei maker e per le aziende che sviluppano dispositivi basati su RP2040 o RP2350, offrendo un’alternativa integrabile e certificata che riduce complessità, costi di certificazione RF e tempi di sviluppo.
Questa novità non arriva dal nulla: il chip Infineon CYW43439, cuore del RM2, è lo stesso già utilizzato nei Raspberry Pi Pico W e Pico 2 W. Ma per la prima volta, Raspberry Pi propone questa connettività in un modulo dedicato e vendibile separatamente, offrendo flessibilità e scalabilità nei progetti embedded.
Caratteristiche principali del Radio Module 2
Il cuore del Radio Module 2 è il chipset CYW43439 di Infineon, che supporta Wi-Fi 4 (802.11n) a 2.4GHz e Bluetooth 5.2, incluso BLE (Bluetooth Low Energy) e Bluetooth Classic. È progettato per funzionare con un’unica antenna condivisa tra le due tecnologie, semplificando il layout del PCB e riducendo la BOM.
Le caratteristiche tecniche salienti includono:
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Connessione SISO 1×1 (Single Input Single Output), ideale per dispositivi compatti.
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Castellated edge pads, ovvero piazzole a bordo modulo pensate per la saldatura diretta su PCB host.
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Interfaccia SPI a basso numero di pin, per minimizzare l’impatto sulle risorse I/O del microcontrollore host.
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Antenna integrata 2.4GHz, senza connettori esterni per evitare problemi di certificazione RF.
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Alimentazione flessibile: da 3.0 a 4.8 V sul core, 1.8 o 3.3 V per l’I/O.
Il modulo è completamente certificato a livello modulare, semplificando l’integrazione in prodotti destinati alla produzione e distribuzione commerciale.
Progettazione e compatibilità software
Uno dei punti di forza del Radio Module 2 è la compatibilità completa con lo stack software del Raspberry Pi Pico W. Lo sviluppatore può quindi passare dalla prototipazione con Pico W alla produzione con RM2 senza dover modificare il firmware. L’SDK ufficiale per Pico, basato su C/C++ e MicroPython, è compatibile al 100% con il nuovo modulo.
L’interfaccia SPI, seppur meno comune rispetto all’SDIO usato da altri moduli come l’ESP32, è pienamente supportata dal PIO (Programmable I/O) dei chip RP2040 e RP2350, consentendo una comunicazione efficiente e personalizzabile tra microcontrollore e modulo wireless.
Il modulo richiede pochissimi componenti esterni: una MCU host e un’alimentazione stabile. Questo lo rende adatto per dispositivi low-cost, battery-powered o industrial-grade, riducendo al minimo il footprint e la complessità progettuale.
Prestazioni radio e considerazioni sull’antenna
Un punto discusso dalla community riguarda l’assenza di un connettore per antenna esterna (come u.FL o MMCX). Questo non è un difetto, ma una precisa scelta di design per mantenere la certificazione modulare. L’utilizzo di un’antenna esterna avrebbe infatti richiesto una nuova omologazione RF per ogni prodotto che integra il modulo.
Nonostante l’uso di un’antenna interna condivisa, il modulo mostra ottime performance radio grazie alla presenza di PA (Power Amplifier), LNA (Low-Noise Amplifier) e switch integrato. Nelle misurazioni di consumo, si osservano valori interessanti:
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1.19 mA in modalità IEEE Power Save
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43 mA in ricezione attiva (MCS7)
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271 mA in trasmissione attiva (16 dBm)
Il modulo è adatto ad applicazioni consumer, industriali e IoT. Il range operativo tra -30°C e +70°C lo rende utilizzabile anche in ambienti esterni o critici.

Confronto con ESP32: pro e contro
La domanda sorge spontanea: perché usare RM2 invece di un modulo ESP32?
Gli ESP32 (Espressif Systems) sono indubbiamente versatili, supportano Wi-Fi dual-band (in alcuni modelli), un ecosistema consolidato (ESP-IDF, Arduino, MicroPython), e possono essere usati sia standalone che come coprocessori Wi-Fi (vedi ESP-Hosted firmware).
Tuttavia, il Radio Module 2 ha alcuni vantaggi notevoli:
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Certificazione modulare pronta all’uso, fondamentale in contesti commerciali.
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Perfetta integrazione con la gamma Raspberry Pi, sia a livello hardware che software.
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Compattezza: 16.5 x 14.5 mm.
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Garanzia di disponibilità fino al 2036, aspetto importante in ambito industriale e per progetti con cicli di vita lunghi.
Il compromesso è l’assenza di supporto 5GHz e l’uso esclusivo di interfaccia SPI, che tuttavia è coerente con l’approccio minimalista e embedded tipico di Raspberry Pi.
Prime adozioni e prospettive future
Il Radio Module 2 è già stato integrato in prodotti come il Pimoroni Pico Plus 2 W e il SparkFun Thing Plus – RP2350, segno che il modulo ha superato i test industriali e ha convinto player hardware esperti.
Secondo la nomenclatura del modulo (attuale modello RMC20452T), è possibile immaginare varianti future con Wi-Fi 6, supporto dual-band o nuove configurazioni di packaging (come Tape & Reel per l’automatizzazione industriale).
Non è da escludere l’arrivo di versioni con funzionalità avanzate come Bluetooth Mesh, ZigBee o supporto Thread, in linea con le evoluzioni dell’ecosistema Matter e con il crescente bisogno di connettività interoperabile.

Conclusione
Il Raspberry Pi Radio Module 2 (RM2) rappresenta una soluzione wireless moderna, economica e altamente integrabile per la prossima generazione di dispositivi embedded. La scelta di un’interfaccia SPI, l’uso di antenna integrata e la compatibilità con l’SDK Pico lo rendono ideale per chi progetta prodotti basati su RP2040 o RP2350.
Nonostante la concorrenza con soluzioni consolidate come ESP32, il RM2 si distingue per la semplicità di certificazione, il supporto software ufficiale, e la garanzia di disponibilità a lungo termine. Un’aggiunta fondamentale all’arsenale di chi lavora nel mondo dei microcontrollori, della prototipazione rapida e della produzione embedded.
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