
Cosa faresti con un tuo cluster di calcolo? C’è chi li usa per ospitare file server, eseguire backup di dati importanti o gestire siti web direttamente da casa. Altri li considerano una sorta di “palestra” per la sperimentazione. Un cluster può essere un ottimo strumento per esplorare tecnologie come Kubernetes, eseguire modelli di IA in locale senza dipendere dai servizi cloud o disporre delle risorse di calcolo necessarie per progetti di sviluppo personali.
Il problema è che costruire un cluster in proprio è solitamente costoso. Tra hardware, apparecchiature di rete, sistemi di archiviazione e consumi energetici, la spesa complessiva è spesso tale da relegare l’idea al mondo dei sogni irrealizzabili. Tuttavia, come ha dimostrato Michael Klements, i cluster di calcolo personali sono alla portata della maggior parte di noi, a patto di scegliere i componenti giusti. E, come si è visto, possono anche avere un aspetto davvero spettacolare. Klements ha recentemente realizzato un cluster Raspberry Pi a quattro nodi che racchiude una notevole potenza di calcolo in un casa grande quanto il palmo di una mano. Invece di accontentarsi della solita configurazione con schede a vista e cavi aggrovigliati, ha progettato un telaio su misura che conferisce al progetto l’aspetto di un data center in miniatura montato su rack.
Il video ci mostras come il cluster combina due schede Raspberry Pi 5 e due Raspberry Pi 4. Uno switch di rete dedicato a cinque porte è alloggiato sotto i nodi, consentendo all’intero sistema di funzionare come piattaforma di calcolo autonoma con un’unica connessione di rete verso l’esterno. L’alimentazione è fornita da un’unica sorgente a 5V collegata a un connettore XT60, eliminando così la necessità di molteplici alimentatori USB. Ogni Raspberry Pi è montato su un supporto individuale in acrilico che scorre lungo apposite guide all’interno del telaio. Ciò consente di estrarre una scheda per manutenzione o sostituzione senza dover smontare l’intero cluster. Il design è inoltre compatibile con le schede Raspberry Pi 3, 4 e 5, rendendo semplici eventuali aggiornamenti futuri.
Il case è stato progettato in Fusion 360 e realizzato con una fresatrice CNC desktop Makera Z1. L’acrilico nero costituisce la struttura portante dello chassis, mentre pannelli in acrilico grigio fumé fungono da finestre sull’interno. Maniglie laterali decorative in alluminio ed etichette incise per i nodi completano l’estetica da server in miniatura. Un telaio in acrilico assemblato tramite incollaggio chimico garantisce la rigidità dell’insieme, mentre un pannello superiore rimovibile consente di accedere all’hardware interno. Un touchscreen da 4,3 pollici con orientamento verticale, montato sul pannello frontale, funge da display di stato del cluster. Collegato direttamente al Raspberry Pi 5 principale, esegue una dashboard personalizzata in stile cyberpunk che visualizza informazioni di sistema in tempo reale, tra cui carico del processore, utilizzo della memoria, attività di archiviazione e statistiche di rete. Una singola ventola da 60 mm, installata nel pannello superiore, provvede al raffreddamento di tutti e quattro i nodi.
Ciò che un tempo avrebbe richiesto un intero scaffale di apparecchiature può ora essere racchiuso in un sistema desktop curato, che unisce un’estetica accattivante a prestazioni elevate. Che venga utilizzato per eseguire Kubernetes, carichi di lavoro di IA locale o qualsiasi altra applicazione, rappresenta un eccellente esempio di ciò che i maker possono realizzare con un budget contenuto.
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