
Chi sviluppa progetti IoT, sistemi di automazione o piccoli robot sa bene quanto rapidamente una postazione possa trasformarsi in un intreccio di cavi, moduli appoggiati alla buona e alimentazioni volanti. Proprio da questa esigenza concreta nasce un case stampabile in 3D pubblicata su MakerWorld, progettata per ospitare un Raspberry Pi Zero 2 W insieme a tre moduli ESP32 in un unico contenitore compatto.
Il progetto, condiviso dall’utente Alen, punta soprattutto all’organizzazione fisica dell’hardware. Non si tratta quindi di un semplice box estetico, ma di una soluzione pratica per chi utilizza frequentemente Raspberry Pi ed ESP32 nello stesso setup. La struttura mantiene tutto ordinato, facilmente accessibile e soprattutto trasportabile.
Un Case che potrebbe essere molto comune nel mondo maker
L’idea alla base del progetto è piuttosto interessante perché riflette una configurazione che molti maker utilizzano realmente. Il Raspberry Pi Zero 2 W può occuparsi delle elaborazioni principali, della connettività di rete o della gestione software ad alto livello, mentre gli ESP32 possono essere dedicati a sensori, attuatori o comunicazioni specifiche.
Nel confronto nato sotto al progetto originale emerge proprio questo aspetto: l’autore spiega di utilizzare questa configurazione durante lo sviluppo di un robot e, più in generale, in diversi progetti basati sulla combinazione tra Raspberry Pi ed ESP32. La motivazione è semplice e molto concreta: evitare il disordine che inevitabilmente si crea quando più schede vengono collegate tra loro in modo temporaneo.
Anche chi ha commentato il progetto sembra aver colto immediatamente il potenziale della soluzione. Un utilizzatore, ad esempio, racconta di voler impiegare questa configurazione per realizzare uno scanner WiFi, sottolineando come il modello risulti particolarmente adatto a questo tipo di applicazione.
Design compatto ma accessibile
Dalle immagini pubblicate si nota come il case sia stato progettato con un’impostazione molto lineare. Le aperture laterali permettono l’accesso alle porte e ai collegamenti senza dover smontare l’intera struttura, mentre la disposizione interna mantiene separati i vari moduli.
L’autore descrive il progetto come compatto ma funzionale, con particolare attenzione al flusso d’aria e al montaggio sicuro delle schede. Questo è un dettaglio importante soprattutto quando si utilizzano più ESP32 contemporaneamente, dato che spesso questi moduli vengono impiegati in attività di rete continue o in progetti che rimangono accesi per molte ore.
La struttura appare inoltre sufficientemente versatile da adattarsi sia a configurazioni da banco sia a dispositivi destinati a essere integrati in progetti più grandi. Robotica, automazione domestica e sperimentazione IoT sono chiaramente gli ambiti per cui il case è stato concepito.
Il coperchio magnetico aggiunto dopo i feedback
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il modo in cui si è evoluto grazie ai commenti della community. In una delle prime osservazioni veniva infatti segnalata l’assenza del coperchio superiore. L’autore ha successivamente aggiornato il modello introducendo una cover removibile fissata tramite otto piccoli magneti.
La soluzione è intelligente perché permette di aprire rapidamente il contenitore senza utilizzare viti o clip troppo rigide. Per chi effettua frequentemente modifiche hardware, sostituisce moduli o deve accedere ai cablaggi interni, un sistema magnetico rappresenta sicuramente un vantaggio pratico.
Questo tipo di aggiornamento mostra anche uno degli aspetti migliori delle piattaforme di condivisione per stampa 3D: il progetto non rimane statico, ma può migliorare rapidamente grazie all’interazione con gli utenti che lo utilizzano realmente.

Parametri di stampa e semplicità realizzativa
Il modello è stato pubblicato con un profilo di stampa già pronto. Le impostazioni indicate sono piuttosto standard:
- layer da 0.2 mm
- 2 pareti
- riempimento al 15%
Il tempo di stampa indicato è di circa 1,7 ore su una singola piastra, rendendo il progetto relativamente rapido da produrre anche su macchine domestiche. Sono inoltre riportate compatibilità con diverse stampanti della linea Bambu Lab, tra cui A1, P1P, P1S e X1 Carbon.
Dal punto di vista pratico, questo significa che il case può essere realizzato senza particolari difficoltà anche da chi non ha grande esperienza nella stampa 3D. Non emergono infatti esigenze particolari legate a supporti complessi o tolleranze critiche.

Dove scaricare il modello
I file STL del progetto possono essere scaricati direttamente dalla pagina ufficiale pubblicata su MakerWorld.
Il download del modello è gratuito.
Per quanto riguarda l’hardware necessario, il progetto è pensato per:
- Raspberry Pi Zero 2 W
- tre moduli ESP32
- piccoli magneti per il fissaggio del coperchio superiore
Il costo finale dipende naturalmente dai moduli utilizzati e dal materiale di stampa scelto, ma considerando i prezzi medi attuali si può stimare:
- Raspberry Pi Zero 2 W: circa 20-25 euro
- ESP32: circa 5-10 euro ciascuno
- filamento PLA necessario: pochi euro
- magneti: costo molto ridotto
Nel complesso, con una spesa relativamente contenuta è possibile ottenere una piattaforma compatta e ordinata per sperimentazione elettronica avanzata.
Un progetto semplice ma molto concreto
Molti modelli 3D pubblicati online puntano soprattutto all’estetica o alla spettacolarità. Questo progetto invece convince per un motivo diverso: nasce chiaramente da un’esigenza reale.
L’idea di integrare Raspberry Pi Zero 2 W e tre ESP32 nello stesso contenitore non cerca di reinventare nulla, ma risolve un problema pratico che moltissimi maker incontrano quotidianamente. Ed è probabilmente proprio questo il motivo per cui il modello ha ricevuto commenti positivi quasi immediatamente.
La possibilità di mantenere ordinati moduli, alimentazioni e collegamenti rende il case particolarmente interessante per chi sviluppa prototipi in continua evoluzione, evitando quella tipica situazione da banco sperimentale in cui tutto funziona ma nulla è realmente fissato o protetto.
Per chi lavora spesso con elettronica embedded, IoT o piccoli sistemi robotici, si tratta quindi di una soluzione semplice, economica e decisamente utile.
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