Quantumverse: L’infinito del digitale, la fragilità dell’anima

Quantumverse

Quantumverse: Indagine sul rapporto tra psiche e teccnologia. Un espediente letterario per spiegare computer, effetti e meccanica quantistici

Non capita praticamente mai che la nostra rubrica di libri si occupi di narrativa, ma stavolta vogliamo fare un’eccezione. Ci troviamo infatti davanti ad un’opera controversa, come spiega l’autore “un espediente letterario per presentare al vasto pubblico concetti esoterici legati alla tecnologia ed alla meccanica quantistica”.

Vediamo di cosa si tratta.

Il contesto

L’umanità è afflitta da un grande male: i disturbi depressivi. Il sistema non sa affrontare la cosa e sceglie di rinchiudere i casi più gravi in case di riposo dove prima o poi si spengono.

Dopo alcune guerre, pandemie e ondate tecnologiche di vario genere, il sistema ha trovato un modo per andare avanti tutti insieme. Le immondizie vengono mandate in orbita controllata; la robotica non è antropomorfa, ma regola molte cose; l’intelligenza artificiale è diventata normale software, certo molto evoluto, senza prendere il controllo del mondo; il quantum computing è stato abbandonato.
Riuscirà a qualcuno a trovare una vera cura per i depressi, e/o un posto dove possono vivere la vita che desiderano? E cosa c’entra la fisica quantistica?

Il Link

L’autore – Leo Sorge

Leo Sorge è nato a Roma nel 1960. Ingegnere elettronico di formazione, parla fluentemente inglese e francese e ha studiato tedesco e giapponese. Esplora costantemente nuovi paradigmi basati sulla scienza per comprendere le conseguenze e le trasformazioni della società.

Pur essendo laureato in ingegneria elettronica, ha preferito divulgare scienze e tecnologie reali o presunte. Ritiene che lo studio e l’applicazione vadano separate dai risultati attesi, e che l’ambizione sia il rifugio dei falliti.

Ha collaborato a molte riviste di divulgazione, alle volte dirigendole. Ha collaborato a molti libri, tra i quali The Accidental Engineer (Lulu 2017), Lavoro contro futuro (Ultra 2020) e
Internetworking (Future Fiction 2022).

Copia spesso battute altrui, come quella sull’ambizione e anche l’altra per cui il business plan e la singolarità sono interessanti, ma come spunti di science fiction.

Il formato

Il libro conta 196 pagine, divise in tre macrosezioni e curiosamente presenta l’indice all’inizio della terza macrosezione (appendici).

Le macrosezioni sono le seguenti:

  1. Parte prima: Il mondo di qua.
  2. Parte seconda: il mondo di là
  3. Parte terza: Appendici (dalla sezione 95 alla 99)

Nelle appendici vengono presentati l’indice, i presonaggi, una descrizione del concetto di entanglement cerebrale, un paragrafo che introduce al quantum computing ed un dizionario tecnologico.

A chi è diretto

Il libro è sostanzialmente un romanzo di fantascienza di genere hard science fiction, in cui i concetti ed i presupposti tecnologici utilizzati per creare la storia sono veri o verosimili.

Il libro si lascia leggere senza problemi: l’autore ha una lunga esperienza come scrittore, tecnologo e divulgatore scientifico, ed una vasta cultura nella fantasccienza. In particolare, questo libro può (e deve) essere letto e interpretato a differenti livelli di significato (tecnologico, figurativo, epico) per poterne estrarre completamente le sfumature e le similitudini con la vita reale.

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Definire ciò che si è non risulta mai semplice o intuitivo, in specie quando nella vita si cerca costantemente di migliorarsi, di crescere tanto professionalmente quanto emotivamente. Lavoro per contribuire al mutamento dei settori cardine della computer science e per offrire sintesi ragionate e consulenza ad aziende e pubblicazioni ICT, ma anche perche’ ciò che riesco a portare a termine mi dà soddisfazione, piacere. Così come mi piace suonare (sax, tastiere, chitarra), cantare, scrivere (ho pubblicato 350 articoli scientfici e 3 libri sinora, ma non ho concluso ciò che ho da dire), leggere, Adoro la matematica, la logica, la filosofia, la scienza e la tecnologia, ed inseguo quel concetto di homo novus rinascimentale, cercando di completare quelle sezioni della mia vita che ancora appaiono poco ricche.

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