
DAISY-1 rischia di essere un progetto dannatamente divertente. Sì, perché la legge di Moore è forse l’osservazione più nota nella storia dell’informatica, e afferma che i computer diventeranno sempre più piccoli, veloci ed economici con il passare del tempo. Esiste un’altra legge altrettanto vera, ma che non riceve la stessa attenzione. Anzi, non ha nemmeno un nome (forse me lo sono appena inventato). Questa legge riguarda la relazione inversa tra potenza di calcolo e divertimento. Man mano che le macchine diventano più potenti, diventa meno divertente usarle.
Chiunque abbia lavorato con un computer fin dai primi tempi dell’informatica personale può confermare la veridicità di questa legge. Un tempo le macchine erano un libro aperto. Si potevano aprire i loro case ed espandere le loro capacità con un saldatore e un po’ di creatività. Senza nemmeno toccare l’hardware interno, si poteva sbirciare e toccare i componenti per raggiungere livelli di hacking eccezionali. Ma ora? Non più. I produttori non distribuiscono più gli schemi elettrici e, se si apre il case, si invalida la garanzia.
Joe è un ingegnere del software per sistemi embedded che desiderava ricreare l’esperienza di lavorare con i primi personal computer. Queste macchine stanno diventando sempre più rare, quindi, invece di utilizzare componenti vintage originali, Joe ha costruito un finto computer retrò chiamato DAISY-1 interamente con hardware moderno. L’hardware è alloggiato in un case di un VTech Laser 50 degli anni ’80 per conferirgli l’aspetto e l’atmosfera giusti.

Il sistema è alimentato da tre schede Arduino che lavorano insieme come sottosistemi dedicati. Un Arduino Due funge da controller principale ed esegue DaisyBASIC, l’ambiente operativo e interprete personalizzato. Un Arduino Mega gestisce la generazione video, mentre un Arduino Uno è dedicato alla sintesi sonora. Le schede comunicano tramite un protocollo leggero basato su UART perché i requisiti di temporizzazione per la generazione video NTSC sono troppo stringenti per i metodi di interconnessione più comuni come I²C o SPI.
Il sistema video produce grafica monocromatica a 40×25 caratteri su video composito. Joe ha implementato doppi set di caratteri che consentono la coesistenza di testo e grafica personalizzata sullo schermo, mentre una modalità semigrafica fornisce una visualizzazione effettiva di 80×50 pixel con dithering opzionale per effetti pseudo-scala di grigi. Nonostante le limitazioni hardware, la macchina supporta comandi di disegno per linee, cerchi, poligoni e riempimenti a tinta unita.
Il processore audio basato su Uno genera due canali a onda pulsata e un canale dedicato al rumore, modellato sul leggendario chip SID 6581 presente nel Commodore 64. Funzionalità come la modulazione di larghezza di impulso (PWM), la variazione di intonazione e gli effetti sonori programmabili conferiscono a questa piccola macchina capacità audio davvero ricche.
Un modem Wi-Fi basato su un ESP8266 con firmware ZiModem permette al computer di connettersi a sistemi di bacheca elettronica online (BBS) tramite un emulatore di terminale VT52 integrato. I programmi BASIC possono comunicare direttamente tramite connessioni TCP utilizzando comandi come NETPRINT e NETINPUT, consentendo giochi multiplayer o applicazioni di controllo remoto.
Ulteriori informazioni e il firmware saranno presto disponibili.
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