Making in Vacanza Parte 1 – All’inizio, pensa in piccolo!

Making in vacanza è una rubrica che ti tiene compagnia al sabato, per tutto il mese d’agosto. È pensata più che altro per chi ha intenzione di avvicinarsi a questo mondo o sa già che dovrà averci a che fare una volta tornato sui banchi di scuola. Ma se sei già un maker, niente paura! Sono argomenti e spunti di riflessione utili a tutti, e sono pensati per essere letti rapidamente, mentre stai gustando un bel ghiacciolo sotto l’ombrellone. Fai una pausa dai castelli di sabbia e andiamo!

Troppe volte leggiamo articoli e guardiamo video motivazionali, che ci vorrebbero sempre pronti a pensare in grande, grandissimo, realizzando progetti grandi, grandissimi! Quando sei all’inizio, la carica del debuttante ti fa sentire pieno di curiosità, vuoi fare tutto, comprare tutto e creare tutto. Sembra tutto facile quando guardi i video o leggi i blog, poi però, iniziano ad arrivare i pacchi a casa e, assieme a loro, il conto salato della realtà. Se questo aspetto ti fa paura, e qualcuno ti sta sconsigliando di intraprendere questo meraviglioso viaggio all’interno del making, sappi che non è un buon motivo per lasciar perdere e fare altro. Non devi essere spaventato o titubante, perché una cosa è certa: capiterà anche a te. Ed è capitato a me e a tutti noi di Moreware.

 

making

Quante volte restiamo soli in laboratorio o nella stanza dove coltiviamo la passione del making, osservando tutto ciò che ci circonda? E, inevitabilmente, ecco comparire quella board con qualche filo ancora attaccato. Te ne eri quasi dimenticato, nel marasma di impegni e cose da fare. Solo che, ormai, ha sopra due dita di polvere. O quel case stampato in 3D, che al momento è diventato una scatola porta minuteria, mentre invece dovrebbe stare appoggiato alla scrivania perché, originariamente, avrebbe dovuto accogliere la circuiteria di una stazione metereologica. Ed ecco che si fa strada il dispiacere, la frustrazione, il senso di colpa per aver buttato dei soldi e non essere riuscito a completare quel progetto che, visto sulla pagina di un altro maker, ti aveva affascinato al punto tale da volerlo creare a tua volta. Tranquillo, è tutto normale. Ed è proprio perché ci siamo passati tutti, che ho deciso di aiutarti a fare in modo che quelle situazioni accadano sempre più di rado. Occhio, perché un genitore -anche in buona fede- vedendo che sei inconcludente, potrebbe smettere di supportarti. Il making, costa. Bisogna farlo con consapevolezza.

Nei momenti in cui hai una crisi di creatività o, semplicemente, sei in un momento in cui vuoi soltanto goderti quello che hai già fatto, niente fa piacere come una lista di progetti realizzati e funzionanti pronti da toccare con mano. Il tuo obiettivo è quello di creare progetti per fare esperienza, e il miglior modo di fare esperienza è continuare a esercitarti vedendo, passo dopo passo, il risultato dei tuoi sforzi. In questi anni di lavoro con gli studenti, abbiamo notato che, ai fini di un effettivo e tangibile miglioramento delle abilità, è molto più utile completare dieci progetti apparentemente “banali”, piuttosto che iniziare due o tre progetti complicati senza mai concluderli. Tieni sempre presente che un progetto non completato rappresenta non solo uno spreco di denaro, ma un motivo di sconforto ogni volta che lo guardi. Il mondo del making è cambiato rispetto a qualche anno fa. I prezzi dei materiali sono più alti (anche se qualche ribasso post-pandemia si è visto – NDR) e, se non vuoi finire con il portafogli vuoto, è meglio cercare di darsi dei limiti precisi.

Ecco cinque buoni motivi per cui, specialmente agli inizi, dovresti orientarti su progetti più piccoli

1. Minimizzi il rischio di stufarti

Progetti elaborati, complessi e lunghi da realizzare, non tendono a rappresentare soltanto un costo economico, ma anche e soprattutto mentale. Concepire un’idea che richiede mesi per vederla finalmente in funzione, è il modo migliore per vederla finire in un angolo del laboratorio a prendere polvere. Se non riesci a realizzarla in una settimana, molto probabilmente la butterai in un angolo lungo il percorso. Lascia perdere, ci tornerai sopra più avanti.

2. Hai meno variabili, ma più controllo

Un progetto più semplice ha sicuramente meno variabili rispetto a uno più complesso e articolato. Potrebbe sembrare una cosa ovvia, ma nell’ottica del fare esperienza è un dettaglio da non sottovalutare. Conta di più un progetto iniziato, elaborato e finito, piuttosto che cinque progetti lasciati a metà strada. La soddisfazione e l’appagamento derivanti dal vedere qualcosa che hai completamente realizzato dalla A alla Z non ha eguali. Gli imprevisti capiteranno senz’altro, quindi è molto meglio avere poche fonti del problema piuttosto che averne una moltitudine. Il problem solving è un’abilità che si padroneggia con il tempo e l’esperienza, datti tempo.

3. Non rendi le cose troppo complicate

Difficilmente riuscirai a imparare questo concetto, se ti dedichi soltanto a progetti complicati e lunghi da realizzare. Se ti sei dato un budget di 10, prova a farlo con 8. Se riesci facilmente a farlo con 8, prova a scendere a 7. Questo tipo di approccio ti porterà dei vantaggi non solo economici, ma anche e soprattutto di mentalità. Nel mondo del lavoro, infatti, raramente avrai a disposizione un budget perfettamente sufficiente alle tue esigenze. Anzi, molto spesso ti troverai a dover aver a che fare con budget drasticamente inferiori a quello che avevi preventivato. In questa particolare congiuntura economica, il sapersi arrangiare riuscendo a risparmiare può darti una marcia in più.

4. Pianificare è più semplice

Come dice il mio amico Agatino, appassionato di Vespa, “La differenza tra un sogno e un progetto, è la pianificazione”. Vero, ma quando sei all’inizio devi avere l’opportunità e il tempo di fare tutto questo senza che i mal di testa diventino troppi, e troppo frequenti. Un conto è progettare il Millennium Falcon, un conto un orologio con cui fare pratica di assemblaggio e abbellire il tuo banco da lavoro. Non agire d’impeto, prenditi il tempo che serve per pianificare tutte le fasi del lavoro e del processo che ti condurrà dall’idea alla realizzazione.

5. Più piccolo, meno spazio

Ultimo, ma non per importanza. I progetti grandi e complicati, in genere, sono più voluminosi e occupano molto spazio all’interno del laboratorio. Quando sei agli inizi, devi ancora prendere le misure a tante, troppe cose. L’attrezzatura aumenta a dismisura, l’entusiasmo ti fa correre a mille e, senza che te ne accorgi, non sai più letteralmente dove mettere tutto ciò che ti regalano o che continui a comprare. Questo è un elemento importantissimo all’interno della valutazione sull’iniziare o meno un nuovo progetto, non dimenticarti di tenerne conto. Non ti vergognare, perché “non so dove metterlo” è una ragione più che sufficiente per passare oltre e guardare cose più affrontabili.

Mentre rifletti su questi cinque punti, ti do appuntamento per la prossima settimana con altri semplici consigli. Buon divertimento!

 

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###Da sempre appassionato di tecnologia, soffro di insaziabile curiosità scientifica. Adoro sperimentare e approfondire le mie conoscenze sulle ultime novità sul mercato in termini di hardware, alta tecnologia e videogiochi. Attratto e coinvolto nella prototipazione hardware dalla piattaforma Arduino, Raspberry Pi e Nvidia Jetson.### ###Always passionate about technology, I am suffering from insatiable scientific curiosity. I love experimenting and deepening of my knowledge on the latest news on the market in terms of hardware, hi-tech and video games. Got attracted and involved in hardware prototyping by the Arduino platform, Raspberry Pi and Nvidia Jetson.###

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