
icepi Zero potrebbe rivelarsi una seria alternativa alle board basate su microcontrollore. Sí perché sembra che i microcontrollori in voga al giorno d’oggi siano tantissimi (e a volte lo sono davvero!), visto che si trovano nella stragrande maggioranza dei progetti di elettronica del fine settimana di un hobbista. Ma c’è anche un altro mondo là fuori, per chi si sforza di comprenderlo. Gli FPGA sono circuiti riconfigurabili che, per alcune applicazioni, possono surclassare i microcontrollori in termini di prestazioni, soprattutto quando si tratta di eseguire operazioni parallele.
Nonostante le loro molteplici potenziali applicazioni, gli FPGA sono poco utilizzati dagli hobbisti. Questo è dovuto, in gran parte, al fatto che i chip, i kit di sviluppo e le toolchain software disponibili sono stati progettati principalmente pensando allo sviluppatore professionista. Quindi, oltre a essere tutt’altro che intuitivi, questi strumenti tendono anche ad essere piuttosto costosi. Pertanto, se non si lavora con gli FPGA giorno dopo giorno, è un settore in cui è molto difficile entrare. In sostanza, o si sa esattamente quello che si sta facendo e ci si approccia in maniera strutturata a questo tipo di dispositivi, o il livello richiesto per farli funzionare è talmente elevato che si fa prima a utilizzare altro.

Nel corso degli anni sono stati fatti diversi tentativi di realizzare piattaforme di sviluppo FPGA adatte agli hobbisti, e alcune di queste si sono rivelate piuttosto valide. Ma avendo un sacco di queste schede in un cassetto, so che se il progetto non viene realizzato a regola d’arte, l’hardware diventerà un fermacarte in men che non si dica. L’ultimo arrivato in questo campo arriva da Chengyin Yao, che voleva costruire una piattaforma FPGA economica e facile da usare che evitasse questi problemi. Il risultato è l’Icepi Zero. Resta da vedere se rimarrà utile per anni a venire o verrà relegato nel cassetto della vergogna, ma il dispositivo sembra piuttosto promettente.
Come si può intuire dal nome della scheda, riprende il fattore di forma del Raspberry Pi Zero. Tuttavia, l’Icepi Zero non monta alcun SoC Broadcom: al suo posto troverete un potente FPGA Lattice ECP5U con 24.000 LUT e 112 KiB di RAM. La scheda madre dispone inoltre di 256 MiB di SDRAM a 166 MHz e 128 Mbit di memoria flash per estendere le capacità del sistema. Offre anche ottime opzioni di I/O con tre porte USB-C, un’uscita HDMI, uno slot per schede MicroSD e alcuni LED e pulsanti programmabili.

Tutto molto bello, ma diventerà un soprammobile tra un anno o due? Sembrerebbe di no. L’Icepi Zero è dotato di un convertitore da USB a JTAG che semplifica la programmazione del chip. Oltre a questo, la piattaforma si basa su strumenti open source consolidati come Yosys per la sintesi Verilog, NextPNR per il posizionamento e il routing e OpenFPGALoader per il caricamento del bitstream.
L’Icepi Zero sembra un potenziale successo, tuttavia non sarà facile procurarsene uno. Yao non prevede di venderli al momento, ma è possibile realizzarli da soli, dato che il progetto è completamente open source. Se riuscissimo a convincere Yao a fabbricarne alcuni in futuro, si prevede che costerebbero tra i 30 e i 40 dollari.
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