
Open Source è la parola chiave che tutti vorrebbero sentire in campo tecnologico ma, purtroppo, occorre scontrarsi con la realtà. Quando sei uno sviluppatore e lavori in proprio, infatti, puoi cercare di adattarti a quello che ti è congeniale, cercando di utilizzare la miglior piattaforma possibile per quello che decidi di sviluppare. Tuttavia, quando si lavora in team o all’interno di uno studio di sviluppo che fa capo a un’azienda, le cose sono molto diverse. Condividere dati in tempo reale diventa vitale per non interrompere o rallentare il flusso di lavoro. Se sei uno studente, la storia è basilarmente la stessa. Devi poter utilizzare i tool che ti vengono messi a disposizione da docenti e laboratori di ateneo, devi poter aprire file, condividere materiale nel formato che tutti si aspettano di trovare. Deve essere facile, immediato e senza intoppi.
Ecco perché occorre sforzarsi di andare oltre stereotipi e tifoserie, provando a rendere sempre più completo e vario il tuo albero delle abilità. Se ti occorre qualche consiglio che potrebbe esserti utile per avere l’approccio giusto ed evitarti giorni di mal di testa, eccoti accontentato!

Adattarsi è la chiave…
… se vuoi cavartela in ogni situazione. Sì, perché in un contesto scolastico o lavorativo, nella gran parte dei casi il computer viene visto come un qualcosa da accendere, farci qualcosa e poi spegnerlo non appena non serve più. Tutti si aspettano di trovare ciò che cercano esattamente dove deve essere, senza intoppi e senza dover pensare a quello che si sta facendo. Quando si è sotto stress, nessuno vuol passare ore del suo tempo a cercare di far funzionare un programma che non si comporta come dovrebbe. Se tu, per passione o passatempo hai questo approccio, va benissimo, ma non puoi pretendere che tutti abbiano la stessa mentalità. Se tutti utilizzano la suite di Office, fai molto prima a utilizzarla anche tu, piuttosto che cercare di convertirli tutti al software libero. “Ma basterebbe poco per…”: vero, ma se quel poco non si è disposti a farlo -o non è necessario-, si ritorna al punto di prima. Se un docente ti fornisce un tool specifico di simulazione circuitale, si aspetta che tu utilizzi quel tool per le esperienze di laboratorio. Non gli interessano discorsi stile “ma questo fa le stesse cose se non meglio”. E, se con quel tool devi passarci un esame, sarà molto meglio imparare a usarlo quanto prima.
Cambiare ha un costo…
… non solo per te, anche per l’azienda. Sembra uno slogan motivazionale da libro di quarta categoria, ma è la semplice realtà. La maggior parte dei tuoi colleghi non passa le giornate a sperimentare o programmare software, tutt’altro. Gran parte di loro -e dei tuoi docenti- utilizza i programmi in modalità “pilota automatico” perché i tempi per assolvere i compiti sono talmente stretti da essere inconciliabili con il periodo fisiologico per imparare nuove procedure e nuovi software da zero. Dal lato aziendale, vanno organizzati dei corsi, da frequentare spesso fuori orario lavorativo, e che vanno messi a budget. In altre parole, a colleghi e dirigenti costa molto meno rimanere sulla strada che conoscono per massimizzare la produttività, piuttosto che stressarsi per dire di essere “open” o di stare al passo con i tempi. Hai presente quando si sente dire che le distribuzioni Linux di tipo “rolling” sono da scartare a livello business per la loro instabilità? Ecco, il motivo è lo stesso. Cambiamenti frequenti elevano esponenzialmente il numero di imprevisti e malfunzionamenti, a tutto svantaggio della produttività.
Il closed source non è il nemico da sconfiggere…
… e dovresti smetterla di pensarla in questo modo. Non è un peccato mortale farsi pagare per produrre software, anche perché un giorno potresti tu stesso voler fare lo sviluppatore di mestiere. Non c’è nulla di etico nel crackare programmi, poi possiamo discutere di politiche gestionali e di marketing, ma non esistono soltanto le multinazionali. Il mondo dell’informatica si basa su migliaia di realtà aziendali più piccole ma di assoluto livello che studiano e compilano software estremamente valido, e che non meritano di essere viste come “usurpatrici di denaro”. Saper utilizzare anche il software proprietario è fondamentale, perché nel mondo del lavoro è quello che va per la maggiore. Ad esempio, nessuno ti dice che utilizzare FreeCad sia sbagliato, ma se vuoi diventare un disegnatore professionista, senza saper utilizzare la suite di Autodesk non andrai da nessuna parte.
Conosci i sistemi più datati…
… perché là fuori è una giungla. Scuole e aziende, infatti, hanno dei budget da rispettare e, spesso, si ritrovano intrappolate nella spirale discendente dell’obsolescenza programmata. È vero che Il nuovo software richiede hardware aggiornato, ma quest’ultimo richiederebbe nuove licenze e apparecchiature più moderne. Spesso, i soldi per aggiornare entrambe le cose non ci sono e, talvolta, sono proprio i dirigenti a non ritenere necessario questo tipo di aggiornamenti. Il risultato è che, ad oggi, ci sono aziende che hanno computer di oltre quindici anni fa perché, altrimenti, molta della strumentazione non funzionerebbe. Nonostante siamo nel 2026, è possibile ritrovarsi tra le mani macchine con Windows 7 o XP perfettamente funzionanti. Conoscere questi sistemi e riuscire a destreggiarsi in ogni situazione, ti rende molto più flessibile rispetto a chi è abituato ad avere solo ed esclusivamente macchine e strumentazioni nuove.
Semplificarsi la vita è meglio…
… piuttosto che complicarsela da soli per principio. Questo ultimo consiglio si ricollega direttamente al primo della lista. Non impazzire per far funzionare qualcosa che esiste già “out of the box”. Nessuno ti farà una statua all’ingresso dell’ufficio,stanne certo. Cerca di preservare le energie e la concentrazione per quando le scadenze inizieranno a perseguitarti. In quei momenti, credimi, vorrai tutto tranne un malfunzionamento apparentemente invisibile ma che ti fa perdere ore per cercare di risolverlo. Il lavoro e lo studio non sono un hobby, richiedono pianificazione continua e il minor numero di intoppi possibile. Le questioni di principio sono il modo peggiore per perdere tempo, quindi se puoi semplificare il flusso di lavoro/studio, fallo senza pensarci due volte.
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