Microsoft svela il codice del Dos 1.00 su GitHub

Microsoft non è esattamente nota per essere un leader nella comunità open source. Dalla “Lettera aperta agli hobbisti” di Bill Gates del 1976 fino ai giorni nostri, l’azienda ha chiarito di non essere particolarmente propensa alla condivisione. Tuttavia, una volta trascorsi decenni da quando è stato spremuto fino all’ultimo centesimo da un prodotto, Microsoft è più disposta a svelare alcuni segreti. Fortunatamente per coloro che sono interessati alla storia dei primi personal computer, DOS 1.00 rientra ora in questa categoria, 45 anni dopo la sua uscita. Il codice sorgente completo – e molte altre chicche – è stato ufficialmente pubblicato e reso disponibile a tutti.

Si tratta dello stesso prodotto derivato da 86-DOS, che Microsoft acquistò da Seattle Computer Products per una cifra irrisoria al fine di adempiere al contratto con IBM per la fornitura di un sistema operativo che altrimenti non avrebbe avuto. A quanto pare, le cose erano piuttosto movimentate in Microsoft all’epoca, quando il suo logo sembrava più quello di una rock band che di un’azienda di software.

Questa pubblicazione va ben oltre una semplice raccolta di codice sorgente. Oltre ai sorgenti di MS-DOS 1.25 e 2.0 già pubblicati, un archivio di recente creazione offre uno sguardo ancora più dettagliato e approfondito sulla realizzazione di DOS 1.00. Questa collezione non è solo software, ma una vera e propria capsula del tempo che testimonia come venivano effettivamente sviluppati i sistemi operativi tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

 

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Il materiale, raccolto e conservato da un team di storici e appassionati, comprende i listati originali del kernel 86-DOS 1.00, diverse istantanee di sviluppo del kernel PC-DOS 1.00 e utility come CHKDSK. In un’interessante coincidenza, l’archivio contiene persino i listelli del codice assembly utilizzato per compilare il sistema stesso. Non si tratta di versioni rifinite e pronte per la distribuzione, bensì di documenti grezzi e funzionanti, completi di annotazioni e di tutte le imperfezioni che ci si aspetterebbe da un progetto di sviluppo in rapida evoluzione.

Piuttosto che un repository ordinato e controllato in versione, questi listati assomigliano a una cronologia stampata delle modifiche. Ogni istantanea cattura un momento preciso, mostrando come si sono evolute le funzionalità, come sono stati introdotti e risolti i bug e come sono state prese le decisioni di progettazione sotto pressione. In un’epoca precedente agli strumenti moderni, questo era lo sviluppo software nella sua forma più tangibile: pile di fogli, appunti scritti a mano e codice assembly riga per riga.

Per chiunque sia curioso di scoprire come si è formato il panorama informatico odierno, questa pubblicazione offre uno sguardo unico e senza filtri sulle sue origini. Il materiale è disponibile su GitHub con licenza MIT.

 

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