
L’aumento del prezzo delle RAM è qualcosa che non è destinato a cessare entro breve termine, anzi, pare che la questione perdurerà per tutto il 2026 se non oltre. In questi ultimi anni, complice lo sviluppo esponenziale dell’hardware, chiunque ha acquistato in maniera indiscriminata per rincorrere la famigerata “PC Master Race”, con il risultato che -in molti- si sono ritrovati con configurazioni ben superiori alle loro reali necessità. Sinceramente, se ne sono viste di tutti i colori: macchine con quattro schede video, alimentatori da 2000W e processori cambiati alla velocità con cui il tempo cambia in montagna. Quando si ha tanta potenza a disposizione, è facile avere le prestazioni, ma quando il mondo cambia e si cominciano a guardare i consumi (era ora!) e l’hardware viene venduto a peso d’oro, occorre ragionare diversamente.
Agli albori dell’informatica e della programmazione, chi metteva le mani sulle macchine e sviluppava software, sapeva perfettamente che le idee si sarebbero presto dovute scontrare con il problema principale: la mancanza di risorse. Sì, perché con memorie dell’ordine del byte e processori che oggi faticherebbero a far girare il software di un parchimetro, per far funzionare le cose occorre padroneggiare un concetto fondamentale: l’ottimizzazione. Questo aspetto, purtroppo, si è perso con il passare del tempo, perché intanto l’hardware era sempre più potente e ci si poteva anche permettere di ottimizzare meno. Risultato? Software pesanti, patch correttive a nastro e memorie sempre più capienti per evitare rallentamenti e crash.

Personalmente, da un po’ di tempo a questa parte, ho a che fare con situazioni al limite del paradossale: persone che lamentano rallentamenti della macchina e fanno debloating indiscriminato con il primo tool trovato on line, altri che considerano Linux la cura per ogni male, salvo poi tornare indietro perché, i problemi, talvolta, non sono nel sistema operativo. Nel tempo le persone hanno consolidato tutta una serie di abitudini che sono estremamente dannose per il flusso di lavoro e l’integrità della macchina. Prima di pensare ad acquistare dei nuovi banchi di RAM, prova a porti queste semplici domande.
Come sta il mio hardware?
Quanti anni sono che il tuo hard disk macina letture e scritture, senza che tu non ci faccia caso? Un test di integrità e un benchmark non guastano mai. Puoi avere tutta la ram che vuoi, ma se il tuo SSD è stanco e ti sta lentamente lasciando, avrai sempre problemi, finché un giorno andrai ad accendere il computer e la sola cosa che vedrai sarà il cursore che lampeggia a sfondo nero. Il consiglio che ti posso dare, oltre a fare test periodici, è quello di non saturare mai l’hard disk, ma di lasciare sempre almeno il 10% della capienza libera. Oltre al disco fisso, controlla sempre i banchi di ram con un memtest e tieni sempre sotto controllo le temperature. La polvere che si addensa nelle ventole e nei condotti di aerazione limita il ricircolo dell’aria e la pasta termica sul processore si secca molto prima del previsto. Personalmente, rimuovo la polvere dal case una volta al mese e la pasta termica la sostituisco sempre una volta l’anno. Mantenere l’efficienza dell’hardware è fondamentale per evitare problemi di affidabilità o rallentamenti che, troppo spesso, vengono imputati al sistema operativo. Se il tuo hard disk è a fine vita e il processore riduce le prestazioni a causa del calore, aggiungere RAM non serve a nulla.
Quanto tempo è che non formatto l’hard disk?
Normalmente, la risposta a questa domanda è “non formatto perché sennò perdo i dati”. Un’altra pessima abitudine, è quella di non fare mai una copia dei file su supporto esterno, ma questo è un altro problema. Fai attenzione, perché i guasti sono sempre in agguato: l’elettronica è un qualcosa che può smettere di funzionare in qualsiasi momento. Se da un po’ di tempo a questa parte inizi ad avere malfunzionamenti o errori strani, dopo aver controllato l’hardware è tempo pulizia. Dopo anni che il tuo sistema operativo è sottoposto ad aggiornamenti, navigazione internet, download, installazioni e disinstallazioni, infatti, sarebbe opportuno fare un’installazione pulita del sistema operativo. Ripartire da zero con l’ultima release è sicuramente meglio rispetto ad avere un sistema che ha subito modifiche e ricompilazioni mese per mese. I benefici che si traggono da questo tipo di operazione possono risultare incredibilmente elevati, ben superiori a quelli che potresti avere aggiungendo un banco di RAM per far girare un sistema pieno zeppo di spazzatura.
Tutto il pacchetto software installato è davvero necessario?
Quello che non c’è, non si rompe. La pratica di installare software a caso o di accettare di ritrovarselo pre-installato dopo l’installazione, è una delle abitudini più deleterie che non fanno altro che riempire l’hard disk di cose inutili. Se un software non ti serve, eliminalo. E, prima di installarlo, ragiona! Tieni a mente che non tutto il software inutile è “dormiente” all’interno della macchina. Sì, perché ci sono programmi che si attivano in background e occupano RAM per far girare processi che, essenzialmente, non ti servono. Servizi di cloud, antivirus, bluetooth, sono tutti servizi che si “pagano” in termini di risorse anche se non li stai utilizzando. Per esempio, se due gigabyte di RAM sono occupati costantemente da processi inutili per il tuo flusso di lavoro, disabilitando il software responsabile di tale utilizzo, acquisterai 2 gigabyte di RAM a costo zero. Li avevi già, solo che li stavi utilizzando male.
Come utilizzo il browser?
Navigare in internet con dieci schede aperte ha un costo in termini di RAM. Se il tuo flusso di lavoro lo richiede, non c’è problema, ma molto spesso il browser internet è qualcosa che ti dimentichi aperto senza nemmeno accorgertene. Mentre giochi, internet non ti serve. Stando attendo potresti arrivare a risparmiare anche 1 gigabyte di RAM, a tutto vantaggio di quello che ti serve realmente in quel momento. Inoltre, cerca di svuotare periodicamente la cache, perché sono tutti dati che vengono salvati sulla macchina e ti mangiano spazio su disco. Presta attenzione alle impostazioni del browser, perché estensioni e plugin hanno un costo. Meno cose hai, meno risorse dovrai impegnare per far girare tutto.
Quanto sono realmente produttivo con la mia attuale configurazione?
Questa è una domanda che si fanno in pochi. L’ho messa per ultima, ma in realtà dovrebbe essere la prima da porsi. Sì, perché l’utilizzo del computer è un riflesso diretto del nostro approccio e del nostro modo di pensare. Siamo sempre pronti a voler fare il debloat del sistema operativo ma, troppo spesso, evitiamo di farlo a noi stessi. Lavorare mentre si sente musica, si guardano video o si chatta con gli amici, oltre a far consumare risorse al computer, ti fa perdere tempo. Scrivi una riga sul foglio di lavoro, poi chatti dieci minuti, cambi video da guardare su YouTube e, nel frattempo, ci stanno anche un paio di vocali con gli amici. D’altra parte, il software che interfaccia computer e telefono ti fa arrivare i messaggi direttamente sul desktop. Ridurre le distrazioni stressa meno la macchina e ti rende molto più produttivo. Questo significa completare i task in un tempo infinitamente più breve, dedicandosi subito dopo al divertimento. A volte, non occorre aggiungere banchi di RAM, occorre far posto nella RAM di cui già disponi.
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