
Negli ultimi mesi il mercato dell’hardware ha mostrato segnali sempre più evidenti di instabilità, in particolare per quanto riguarda i prezzi e la disponibilità delle memorie DRAM. Raspberry Pi, storicamente molto attenta all’equilibrio tra costo, disponibilità e continuità produttiva, ha risposto a questa situazione introducendo una nuova variante del Raspberry Pi 4 Model B: la versione Raspberry Pi 4 Dual RAM, identificata come revisione 1.5.
Questa scelta non nasce per migliorare le prestazioni, ma per affrontare in modo pragmatico l’aumento dei costi delle memorie e le difficoltà della catena di approvvigionamento. Di seguito analizziamo cosa cambia davvero, quali sono le implicazioni tecniche e cosa devono sapere utenti e integratori.
Il contesto di Raspberry Pi 4 Dual: aumento dei prezzi e pressione sulla supply chain
Già alla fine del 2025 Raspberry Pi aveva annunciato un aumento dei prezzi per la maggior parte dei modelli Raspberry Pi 4 e 5, lasciando invariata solo la versione da 1 GB. Successivamente, l’azienda ha dovuto adeguare ulteriormente i listini per i modelli da 2 GB fino a 16 GB, con incrementi progressivi che arrivano fino a +60 dollari per le versioni con maggiore quantità di RAM.
Questi aumenti non sono imputabili esclusivamente alla DRAM, ma a una combinazione di fattori che coinvolgono anche SoC, dispositivi di storage e altri componenti elettronici, come descritto in questo approfondimento di CNX Software:
https://www.cnx-software.com/2026/01/29/electronic-components-price-and-lead-time-increases-announced-across-the-board-and-not-only-because-of-ram/
In questo scenario, non è irrealistico che due chip da 4 GB risultino più economici o più facilmente reperibili rispetto a un singolo chip da 8 GB. Da qui nasce l’idea della variante Dual RAM.
Cos’è il Raspberry Pi 4 Dual RAM (Rev 1.5)
La nuova versione del Raspberry Pi 4 Model B, identificata come Rev 1.5, utilizza due chip LPDDR4 anziché uno solo. Dal punto di vista funzionale, per l’utente finale non cambia nulla: la quantità totale di memoria rimane la stessa e il comportamento del sistema è identico alle revisioni precedenti.
La differenza è tutta a livello di progettazione e produzione:
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maggiore flessibilità nella scelta dei fornitori di DRAM;
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possibilità di usare chip più piccoli e più disponibili sul mercato;
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miglioramenti nel processo produttivo, incluso l’uso di tecniche di reflow soldering più invasive ma più efficienti.
Questa revisione consente quindi a Raspberry Pi di ridurre il rischio di ulteriori aumenti di prezzo o di interruzioni nella fornitura.
Come riconoscere la nuova revisione hardware
Esistono diversi modi per identificare un Raspberry Pi 4 Dual RAM:
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Serigrafia sulla scheda: se sulla parte superiore è riportata la dicitura “Raspberry Pi 4 Model B (C) Raspberry Pi 2025”, si tratta della nuova PCB (Rev 13a).
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Componenti sul lato inferiore: è presente un secondo chip LPDDR4, assente nelle revisioni precedenti, oltre ad alcuni componenti passivi aggiuntivi.
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Identificazione software: eseguendo
cat /proc/cpuinfo
il campo “Model” riporterà “Raspberry Pi 4 Model B Rev 1.5”.
Dal punto di vista meccanico e di compatibilità con case e accessori, non risultano differenze rilevanti rispetto alle versioni precedenti.

Impatto software e requisiti del bootloader
Un aspetto importante, emerso anche nelle discussioni della community, riguarda il bootloader. Sebbene il sistema operativo e le applicazioni non richiedano alcuna modifica, il Raspberry Pi 4 Dual RAM è supportato solo da versioni del bootloader a partire dal 9 gennaio 2026 (file pieeprom-2026-01-09.bin).
Questo significa che:
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sistemi con bootloader molto vecchi potrebbero non avviarsi correttamente;
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in contesti industriali o embedded, dove si usano immagini personalizzate o EEPROM non aggiornate, è necessario verificare la compatibilità prima della distribuzione.
Si tratta di un dettaglio tecnico che non incide sull’uso domestico standard, ma che è rilevante per chi utilizza Raspberry Pi in produzione o in progetti a lungo termine.
PCN e trasparenza sulle memorie utilizzate
Raspberry Pi documenta le modifiche hardware attraverso i Product Change Notice (PCN). L’elenco dei possibili chip di memoria utilizzabili per la versione Dual RAM è riportato nel PCN 46, anche se al momento non risulta pubblicamente visibile nell’elenco standard dei PCN per Raspberry Pi 4:
https://pip.raspberrypi.com/categories/560-pcn

Per ora è invece accessibile il PCN 45, che fornisce dettagli completi sulla nuova variante Dual RAM. Questo approccio ha sollevato qualche perplessità tra gli utenti più attenti alla tracciabilità delle modifiche hardware, ma rientra in una gestione ormai consolidata delle revisioni di prodotto.
Conclusione
Il Raspberry Pi 4 Dual RAM (Rev 1.5) non cambia l’esperienza d’uso, le prestazioni o la compatibilità software, ma introduce una modifica strategica a livello hardware per affrontare l’aumento dei costi e le difficoltà di approvvigionamento della DRAM.
Per l’utente finale è quasi trasparente, mentre per sviluppatori, integratori e aziende rappresenta un segnale chiaro: anche piattaforme consolidate come Raspberry Pi devono adattarsi a un mercato dell’elettronica sempre più volatile. Conoscere queste differenze, soprattutto in termini di bootloader e revisioni hardware, è fondamentale per evitare sorprese nei progetti a medio e lungo termine.
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Simone Candido
Simone Candido è un ragazzo appassionato del mondo tech nella sua totalità. Simone ama immedesimarsi in nuove esperienze, la sua filosofia si basa sulla irrefrenabile voglia di ampliare a 360° le sue conoscenze abbracciando tutti i campi del sapere, in quanto ritiene che il sapere umano sia il connubio perfetto tra cultura umanistica e scientifica.