Riciclare il Filamento 3D con ExtrudeX

ExtrudeX

Nel mondo della stampa 3D la produzione di scarti è inevitabile: supporti, stampe fallite, test rapidi come benchy o retraction cube, fino ai purge block generati dai sistemi multi-colore. Tradizionalmente questo materiale finisce in una scatola o, peggio, nella spazzatura. Per chi utilizza quotidianamente la stampante 3D, eliminare questa inefficienza è un desiderio ricorrente. Il progetto ExtrudeX, attualmente in crowdfunding su Kickstarter, nasce proprio con l’obiettivo di chiudere il ciclo produttivo, permettendo di trasformare gli scarti in nuovo filamento utilizzabile.

A differenza delle soluzioni industriali molto costose, ExtrudeX è una macchina quasi interamente stampabile in 3D, accessibile e pensata per i maker. Il progetto non fornisce la macchina preassemblata: l’utente riceve i file STL, la lista dei componenti non stampabili e il supporto necessario per costruire il proprio estrusore domestico. L’approccio ha già convinto centinaia di sostenitori, e la campagna ha superato largamente il suo obiettivo iniziale.

Come funziona ExtrudeX

Per ottenere un filamento riciclato efficiente, la procedura suggerita prevede un mix composto dal 40% di scarti (stampe fallite, supporti, purge block) e dal 60% di pellet vergine dello stesso materiale. La miscela deve essere preparata tagliando o frantumando gli scarti in pezzi piccoli e omogenei.

Questa fase è cruciale: materiali misti o contaminati porterebbero a variazioni nella viscosità del polimero fuso, con conseguenti problemi di diametro e qualità superficiale del filamento.

ExtrudeX utilizza un singolo motore DC con riduttore, accoppiato a una vite senza fine che spinge il materiale all’interno di un barilotto metallico riscaldato da fasce termiche.

La temperatura si controlla tramite un semplice PID standalone, senza firmware da configurare o interfacce complesse. L’operatore regola la temperatura in base al materiale (PLA, PETG, ecc.) e avvia il motore. Non c’è elettronica personalizzata né software proprietario: l’intero processo rimane completamente visibile e comprensibile.

Il polimero fuso fuoriesce da un ugello in forma di filo da 1,7 mm (successivamente tirato verso 1,75 mm tramite il puller). A questo punto interviene la sezione di raffreddamento assistita da una ventola a 12 V, che stabilizza il filo prima dell’entrata nel sistema di tiro.

Una caratteristica interessante è il supporto opzionale per un comparatore digitale, posizionabile tra la sezione di raffreddamento e il puller. Questo accessorio permette di verificare in tempo reale la costanza del diametro, senza ricorrere a komplessi sensori ottici o sistemi embedded.

ExtrudeX

Componenti e struttura della macchina

Gran parte della struttura è realizzata tramite stampa 3D:

  • telaio

  • carter

  • guida filamento

  • sistema di puller

Questo non solo riduce il costo totale, ma permette di sostituire o aggiornare elementi strutturali senza dipendere da fornitori esterni. Le parti non stampabili, secondo le stime del creatore, hanno un costo compreso tra 180 e 250 dollari, variabile in base al mercato locale.

Componenti commerciali facilmente reperibili

La filosofia del progetto è completamente open e trasparente:

  • motore DC con gear reducer

  • cuscinetti standard

  • alimentatore

  • fasce termiche

  • PID controller

  • minuteria comune

Ogni sostenitore riceve una BOM dettagliata con link “best buy”, in modo da non dover ricorrere a componentistica proprietaria o difficilmente reperibile. Questa scelta si riflette anche nei commenti dei primi sostenitori, che apprezzano la chiarezza, l’approccio didattico e l’assenza di parti custom difficili da sostituire.

Differenze rispetto ad altre soluzioni

Molte alternative DIY richiedono firmware personalizzati, menù da configurare, schede elettroniche dedicate o debug continuo. ExtrudeX invece punta alla massima semplicità operativa.

A differenza dei macchinari industriali, troppo ingombranti o sovradimensionati per un laboratorio domestico, ExtrudeX ha una lunghezza totale inferiore ai 650 mm e integra una pratica maniglia laterale per essere spostato facilmente tra una scrivania e l’altra.

È prevista una licenza commerciale opzionale, che permette ai sostenitori di produrre e vendere macchine basate sui file forniti. L’unico limite imposto è il divieto di ridistribuire i file digitali.

Esempi di stampe con filamento riciclato

Durante la campagna sono state condivise alcune stampe realizzate interamente con filament riciclato tramite ExtrudeX:

  • un planetary gear spinner

  • un organizer per pinze

  • un giocattolo a forma di orsetto

Le foto non mostrano qualità da prototipazione industriale, ma il risultato è assolutamente adeguato per oggetti funzionali, prototipi rapidi o parti tecniche non estetiche. Alcuni osservatori hanno espresso curiosità sui test a lungo termine e sulla costanza del diametro, ma l’idea generale è che la qualità sia più che sufficiente per molti contesti domestici.

Il bundle con PETFusion 2.0

ExtrudeX può essere affiancato a PETFusion 2.0, una macchina pensata per trasformare le bottiglie in PET in filamento. Il bundle combina i due sistemi per coprire praticamente ogni tipo di scarto domestico nella stampa 3D.

Il pacchetto PETFusion include:

  • file STL

  • lista componenti

  • guida video

  • supporto email

  • licenza commerciale opzionale

In questo modo chi stampa regolarmente può costruirsi un mini-ecosistema di riciclo casalingo, riducendo costi e sprechi.

Maggiori dettagli sul progetto sono disponibili direttamente sulla pagina Kickstarter:
https://www.kickstarter.com/projects/creative3dp/extrudex-3d-print-waste-recycler-and-filament-maker

Conclusioni

ExtrudeX rappresenta una proposta concreta per rendere la stampa 3D domestica più sostenibile, economica e consapevole. Non è solo un estrusore, ma un progetto basato su trasparenza, semplicità e spirito DIY. La possibilità di riciclare facilmente gli scarti, affiancata al supporto per pellet vergini, rende questo sistema una valida alternativa ai macchinari professionali.

Il fatto che il progetto permetta non solo di costruire la macchina ma anche, opzionalmente, di commercializzarla, mostra una maturità rara nel panorama delle iniziative maker in crowdfunding. ExtrudeX è quindi una soluzione interessante sia per gli hobbisti sia per i piccoli laboratori che vogliono ridurre gli sprechi e chiudere il ciclo produttivo.

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Simone Candido è un ragazzo appassionato del mondo tech nella sua totalità. Simone ama immedesimarsi in nuove esperienze, la sua filosofia si basa sulla irrefrenabile voglia di ampliare a 360° le sue conoscenze abbracciando tutti i campi del sapere, in quanto ritiene che il sapere umano sia il connubio perfetto tra cultura umanistica e scientifica.

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