PITANK: il mini rover con Raspberry Pi Zero 2

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Non tutti i robot devono essere grandi per essere interessanti. Con PITANK, un piccolo rover cingolato basato su Raspberry Pi Zero 2, la robotica domestica assume una nuova dimensione: compatta, accessibile e altamente personalizzabile.
Questo progetto, pubblicato da philosiraptor su GitHub, unisce elettronica, stampa 3D e programmazione in C# con .NET Core 7.0, dimostrando come sia possibile realizzare un veicolo completamente controllabile via web e dotato di video streaming in tempo reale.

Un progetto pensato per l’esplorazione indoor

PITANK nasce come un rover da interni, progettato per muoversi su superfici piane come pavimenti o tavoli. Grazie al suo telaio stampato in 3D e al sistema di trazione a cingoli, riesce a gestire bene anche piccole irregolarità del terreno domestico.
Nonostante le dimensioni ridotte, integra tutte le funzioni essenziali di un robot mobile completo: controllo via web, motori PWM, telecamera e display LCD per il feedback visivo.

Il cuore del sistema è il Raspberry Pi Zero 2, scelto per il suo equilibrio tra prestazioni e consumo energetico. Questo microcomputer gestisce sia la logica di controllo che l’interfaccia utente.

Componenti principali del PITANK

Il progetto si basa su una lista di componenti comuni, tutti facilmente reperibili.
Tra i principali elementi hardware:

  • Raspberry Pi Zero 2

  • 2 Servomotori Feetech FS90R a rotazione continua

  • Cingoli GT2 da 260 mm

  • Cuscinetti 699ZZ per la struttura

  • Display LCD TFT 1.69” ST7789

  • Modulo fotocamera per Pi Zero

  • Power bank USB da 3000 mAh come fonte di alimentazione

  • LED con resistenze per segnalazione visiva

I file per la stampa 3D del telaio e della gabbia del rover sono disponibili nella cartella STL del repository ufficiale, mentre i modelli CAD in formato F3Z possono essere scaricati da qui.

Il sistema software: Blazor e C# su .NET Core 7.0

Uno degli aspetti più interessanti del PITANK è il software che lo governa.
L’autore ha sviluppato un’interfaccia web basata su Blazor Server (tecnologia Microsoft integrata in .NET Core 7.0), che consente un controllo in tempo reale del rover da qualsiasi browser.

L’interfaccia gestisce:

  • Comandi di movimento (PWM sui GPIO 12 e 13)

  • Streaming video dalla camera Raspberry Pi

  • Monitoraggio in tempo reale dei parametri di stato

Il codice completo è disponibile in formato ZIP nel repository, alla sezione software.
Per chi volesse partire rapidamente, è possibile scaricare un’immagine SD già configurata del sistema operativo da questo link.
Una volta scritta sulla scheda con il software ufficiale Raspberry Pi Imager, l’interfaccia web sarà raggiungibile sulla porta 8001.

Analisi del collegamento LCD ST7789

Il display TFT da 1.69” con controller ST7789 è una delle componenti più eleganti del progetto.
L’immagine fornita dall’autore (“LCD wiring.jpg”) mostra in modo chiaro il collegamento tra la Raspberry Pi e il modulo Waveshare 2-inch LCD.

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Lo schema utilizza l’interfaccia SPI, con connessioni essenziali per alimentazione e segnale:

Pin LCD Funzione Pin Raspberry Pi Descrizione
VCC Alimentazione 3V3 Fornisce 3,3V al modulo
GND Massa GND Riferimento comune
DIN Dati SPI GPIO 10 (MOSI) Trasmissione dati al display
CLK Clock SPI GPIO 11 (SCLK) Sincronizzazione dei segnali SPI
CS Chip Select GPIO 8 (CE0) Attivazione del dispositivo
DC Data/Command GPIO 25 Selezione tra dati e comandi
RST Reset GPIO 27 Inizializzazione del modulo
BL Backlight GPIO 18 Controllo retroilluminazione

L’organizzazione dei cablaggi è ordinata e segue perfettamente le convenzioni SPI.
L’utilizzo del pin GPIO 18 per la retroilluminazione è una scelta intelligente: permette di regolare la luminosità tramite PWM, riducendo il consumo quando il rover è inattivo.

Questo approccio rende il display non solo un componente estetico, ma un vero e proprio strumento di diagnostica visiva per il rover, utile per mostrare stati operativi o feed video.

Telaio e meccanica: il contributo della stampa 3D

Il telaio e la carrozzeria del PITANK sono completamente stampati in 3D, con un design modulare che permette di sostituire singoli elementi in caso di danneggiamento.
Il sistema di trazione utilizza cingoli dentati e micro cuscinetti, garantendo stabilità e silenziosità nel movimento.

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I file STL sono già ottimizzati per stampa con ugello da 0,4 mm, e l’autore consiglia un riempimento al 20% per mantenere un buon equilibrio tra peso e robustezza.

Alimentazione e autonomia

L’alimentazione del rover è affidata a un power bank da 3000 mAh, collegato via USB alla Raspberry Pi.
Questo consente un’autonomia di circa 1 ora di funzionamento continuo, sufficiente per sessioni di test o piccoli percorsi esplorativi.

Il vantaggio dell’alimentazione USB è duplice: semplifica il cablaggio e rende il sistema completamente portatile, senza necessità di batterie Li-Po dedicate o circuiti di protezione aggiuntivi.

Commenti e riflessioni dalla community

Il progetto PITANK ha ricevuto numerosi commenti positivi online.
Alcuni utenti hanno sottolineato la compattezza e l’eleganza costruttiva, altri hanno discusso del potenziale di evoluzione del progetto — ad esempio, l’aggiunta di sensori ambientali o bracci robotici.

C’è chi si è spinto a fantasticare su possibili estensioni ludiche, come l’integrazione di accessori o strumenti remoti.
Altri hanno espresso opinioni più futuristiche, ipotizzando un’evoluzione verso architetture computazionali compatte, dove i data center potrebbero ridursi “alla dimensione di una scatola”.

Questi scambi evidenziano come un progetto apparentemente semplice possa stimolare riflessioni più ampie sulla miniaturizzazione e l’efficienza dei sistemi robotici moderni.

Conclusione

PITANK rappresenta un perfetto esempio di robotica accessibile, dove l’integrazione tra Raspberry Pi, stampa 3D e software open source permette di creare soluzioni funzionali e stimolanti.
La combinazione di un’interfaccia web moderna, componenti economici e un design modulare rende questo progetto ideale sia per maker esperti che per appassionati alle prime armi.

Per chi desidera approfondire, tutto il materiale tecnico — modelli, codice e documentazione — è disponibile nel repository ufficiale su GitHub.

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Simone Candido è un ragazzo appassionato del mondo tech nella sua totalità. Simone ama immedesimarsi in nuove esperienze, la sua filosofia si basa sulla irrefrenabile voglia di ampliare a 360° le sue conoscenze abbracciando tutti i campi del sapere, in quanto ritiene che il sapere umano sia il connubio perfetto tra cultura umanistica e scientifica.

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