
Negli ultimi anni il Raspberry Pi Compute Module 4 (CM4) si è imposto come riferimento per chi sviluppa sistemi embedded, router IoT, soluzioni multimediali e prototipi industriali. Tuttavia, il mercato ha iniziato a proporre alternative sempre più potenti, in grado di rispondere a esigenze specifiche come l’intelligenza artificiale ai margini (Edge AI) o l’elaborazione multimediale avanzata. In questo contesto nasce il Radxa CM4, un modulo compatibile con l’ecosistema del Raspberry Pi CM4 ma basato sul più recente SoC Rockchip RK3576. Disponibile anche in versione industriale, promette prestazioni superiori grazie a un’architettura octa-core, supporto fino a 16 GB di RAM e una NPU da 6 TOPS.
Specifiche tecniche del Radxa CM4
Il cuore del sistema è il Rockchip RK3576, un processore octa-core che combina:
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4x Cortex-A72 a 2.2 GHz per i carichi più pesanti
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4x Cortex-A53 a 2.0 GHz per l’efficienza energetica
Sul fronte grafico troviamo una GPU Mali-G52 MC3, con supporto a OpenGL ES 3.2, OpenCL 2.0 e Vulkan 1.2, ideale per rendering 3D e applicazioni multimediali.
Il vero punto di forza è però la NPU integrata da 6 TOPS, che supporta diversi formati numerici (INT4, INT8, INT16, BF16, TF32), rendendo il modulo adatto a compiti di visione artificiale, riconoscimento vocale e analisi in tempo reale.
Sul fronte video, il VPU garantisce decodifica fino a 8Kp30 o 4Kp120 con i codec H.265, VP9, AV1 e AVS2, mentre la codifica arriva fino a 4Kp60.
Memoria e storage:
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fino a 16 GB di LPDDR4X
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fino a 256 GB di eMMC
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supporto a UFS 2.0 e SATA 3.1 per prestazioni elevate
Connettività:
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Wi-Fi 6 + Bluetooth 5.4 con antenna esterna
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Gigabit Ethernet PHY
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2x PCIe Gen2, USB 3.2 Gen2 e OTG
Il tutto in un formato compatto da 55 x 40 mm, compatibile con i carrier board CM4 esistenti.

Compatibilità con schede IO
Il Radxa CM4 può essere utilizzato sia con l’IO Board ufficiale Radxa, sia con numerose soluzioni già disponibili sul mercato.
Tra le schede compatibili troviamo:
L’IO Board ufficiale Radxa aggiunge slot M.2 NVMe, HDMI, porte USB 3.0/2.0, connettori MIPI CSI/DSI, alimentazione a 12V con supporto PoE e GPIO compatibili con Raspberry Pi. È quindi un’ottima base di sviluppo per testare tutte le funzionalità del modulo.
Ecosistema software
Il supporto software è sempre stato l’elemento critico per i concorrenti di Raspberry Pi. Radxa ha scelto un approccio multipiattaforma:
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Debian 12 con kernel Linux 6.1 fornito da Rockchip
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supporto a Yocto e Buildroot per progetti embedded personalizzati
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Android 14 per applicazioni multimediali e sviluppo mobile
La documentazione ufficiale è disponibile sul wiki Radxa e il codice sorgente è pubblicato su GitHub, un passo importante per garantire longevità al progetto.
Confronto con altre alternative al Raspberry Pi CM4
Il Radxa CM4 non è l’unico a voler occupare lo spazio lasciato dal CM4 di Raspberry. Tra le alternative più note troviamo:
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Banana Pi BPI-CM4 con SoC Amlogic A311D e NPU da 5 TOPS: interessante sulla carta, ma penalizzato da un software poco aggiornato.
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Orange Pi CM4 con Rockchip RK3566 Cortex-A55 e NPU da 0.8 TOPS: molto economico (da 22,9 dollari) ma poco adatto a carichi AI.
Rispetto a queste soluzioni, il Radxa CM4 emerge come la più completa grazie alla NPU da 6 TOPS, la memoria fino a 16 GB e lo storage UFS/SATA, senza dimenticare il supporto garantito fino al 2035.
Prezzo e disponibilità
Il Radxa CM4 è già disponibile su AliExpress:
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versione base 4GB/32GB a 70,31 dollari
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versione top 16GB/128GB a 168,94 dollari
La scheda IO ufficiale si trova invece a circa 26,23 dollari (link).
Maggiori informazioni tecniche e opzioni di acquisto sono disponibili sulla pagina ufficiale del prodotto.
Conclusione
Il Radxa CM4 rappresenta una delle alternative più solide al Raspberry Pi CM4, pensata per applicazioni che richiedono potenza di calcolo, accelerazione AI e stabilità a lungo termine. Il supporto a Linux, Android e piattaforme di sviluppo embedded lo rende estremamente flessibile, mentre la compatibilità con le schede CM4 già in commercio facilita l’adozione da parte di sviluppatori e aziende.
Resta da vedere quanto Radxa riuscirà a consolidare la parte software e garantire aggiornamenti nel tempo. Se manterrà le promesse, il Radxa CM4 potrà davvero affermarsi come un riferimento nel mondo dei moduli computazionali per Edge AI.
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