
MKIT è andato finalmente in scena a Bologna, nella splendida location del The Social Hub. KHOR ha organizzato un meetup semplice ma molto suggestivo e ricco di contenuti interessanti, con tanti espositori e tantissime idee dalle quali prendere spunto. Di assoluto rilievo i marchi del settore presenti all’incontro: Candykeys, CoffeeKeys, Gateron, GMK e il produtture internazionale di periferiche I/O MadCatz, celebre per il suo mouse R.A.T e tanti altri. Il brand taiwanese ha colto l’occasione per svelare al pubblico presente N.E.K.O. , nuovo leverless arcade controller sviluppato assieme alla community giapponese.
Il protagonista assoluto dell’evento è stato, ovviamente, tutto ciò che ruota intorno al mondo delle tastiere meccaniche. Keycaps, switch di ogni tipo, cavetti, tastiere complete e da montare. Tantissimo talento, divertimento e puro piacere della condivisione, hanno fatto letteralmente volare le quattro ore di durata del meetup. Ai soliti scettici che affermano quanto sia difficile fare questo tipo di eventi in Italia, rispondiamo che i biglietti sono andati sold out due giorni prima dell’evento e ne sarebbero stati venduti molti di più di quelli resi disponibili. I presenti erano tanti, ma non troppi, il che ha reso molto più semplice il poter parlare con KHOR e con tutti coloro che hanno dato la loro adesione per portare i loro prodotti da visionare.

La platea di visitatori è stata decisamente variegata. Come detto nell’articolo di presentazione uscito qualche settimana fa, non si trattava soltanto di un evento per addetti ai lavori, ma di qualcosa di profondamente diverso. Se qualcuno pensava che fosse soltanto pura e semplice retorica, si è dovuto ricredere molto rapidamente. Tanti curiosi e volenterosi di imparare, fidanzate titubanti che, dopo aver capito che aria tirasse, hanno lasciato la location con tutto l’occorrente per montare la loro nuova tastiera meccanica, ragazzini che hanno provato di tutto e di più, ampliando i loro orizzonti sulle periferiche gaming non convenzionali. Durante l’evento si è visto letteralmente di tutto, e la cosa ci ha fatto un piacere immenso. Sembrava una rassegna d’altri tempi, fatta con persone vogliose di stare insieme per divertirsi, scherzare tantissimo e condividere una passione. Quando vedi dei ragazzi che si fanno ore di macchina per stare insieme un pomeriggio, sei consapevole che la strada è quella giusta.
KHOR non è soltanto cavi e switch colorati, ma è anche un collante estremamente potente per la community che ruota intorno a un mondo di nicchia che sta cercando di affermarsi in maniera decisa. Nel resto d’Europa i piccoli eventi organizzati da appassionati esistono già da tempo e stanno diventando sempre più rilevanti. Se la scena italiana non vuole perdere l’ennesimo treno, occorre dare sostegno e cercare di trarre insegnamenti e spunti da ogni situazione possibile. Il fatto che produttori come Mad Catz o Phanteks fossero presenti, dovrebbe far riflettere chi continua a dire che fare eventi non convenga più perché intanto non si ricava nulla. Beh, se lo fate per i soldi potrebbe anche essere vero, ma quando l’intenzione è quella di farsi conoscere e far crescere un movimento, occorre lavorare su altri elementi.
La sensazione più bella, mai scontata di questi tempi, è che nessuno desse l’impressione di volerti vendere qualcosa, nonostante ci fossero stand ricolmi di prodotti liberamente acquistabili. Le persone erano lì per vedersi, parlare, scambiare pareri e idee, bevendo qualcosa e facendosi un sacco di risate. Non era il classico “baraccone” dove allo stand di turno trovi il classico addetto alle vendite pronto a ubriacarti di informazioni sperando che qualcuno gli compri qualcosa. Al contrario, l’elemento “making” era preponderante e, gran parte dei ragazzi, voleva soltanto raccontarti come aveva assemblato la sua tastiera o chiedere informazioni su come potesse migliorarla. Questo significa seminare bene, perché se non crei il gruppo a supporto del prodotto, alla lunga il neofita si allontana e le persone si stancano di spendere soldi e non capire mai come risolvere i problemi. In questa società mordi e fuggi, dove tutto va veloce e il problema è preferibilmente evitato piuttosto che affrontato e risolto, se qualcosa non funziona immediatamente viene lasciato sullo scaffale.

Mentre ero lì, ho parlato diffusamente con KHOR e abbiamo ripreso alcune tematiche affrontate durante i nostri numerosi dialoghi. Uno su tutti, il problema del prezzo eccessivo che, talvolta, condiziona troppo i progetti. Marco è una persona che sposa completamente la nostra visione: riuscire a fare il lavoro con il minor budget possibile. Questa filosofia, purtroppo, si sta perdendo e non va affatto bene per chi vuole intraprendere un certo tipo di percorso. Se il making costa troppo, le persone non si avvicinano e, troppo spesso, chi c’è dentro abbandona tutto. Perché spendere 20 euro per il PCB di una tastiera, quando si potrebbe fare lo stesso lavoro con molto meno? L’idea è che l’elemento marketing stia condizionando troppo la situazione e, nel nostro piccolo, stiamo cercando di tornare indietro.
L’MKIT è finito, le luci si sono spente ma ha lasciato evidentemente il segno e, fortunatamente, si sta già parlando del prossimo anno. Noi c’eravamo, e ci saremo. Bravo KHOR!
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