
Making in vacanza è una rubrica che ti tiene compagnia al sabato, per tutto il mese d’agosto. È pensata più che altro per chi ha intenzione di avvicinarsi a questo mondo o sa già che dovrà averci a che fare una volta tornato sui banchi di scuola. Ma se sei già un maker, niente paura! Sono argomenti e spunti di riflessione utili a tutti, e sono pensati per essere letti rapidamente, mentre stai gustando un bel ghiacciolo sotto l’ombrellone. Se ti sei perso le uscite delle scorse settimane, niente paura! Ti lascio i link in fondo all’articolo! Adesso fai una pausa dai castelli di sabbia e andiamo!
Siamo quasi in fondo alla rubrica. E alle vacanze, dirai tu. Hai ragione, ma guardiamo il lato positivo! Hai appena terminato di assemblare il tuo primo kit e scommetto che sei ansioso di collegarlo all’alimentatore e farlo funzionare, vero? Beh, pazienta ancora un momento, perché il lavoro va sempre controllato prima di metterlo in funzione. Questo è un capitolo più leggero degli altri, ma determinante per fare in modo che i frutti del tuo duro lavoro siano ben ripagati. La differenza tra un successo e un odore di bruciato che si spande nella stanza, è tutta in questo approccio.
Controlla il montaggio degli elementi
Non puoi essere sicuro che tutto funzioni a scatola chiusa, ma puoi essere ragionevolmente tranquillo di aver fatto tutto il possibile per fare in modo che sia così. Verifica ogni elemento che hai collegato e fallo prima di tutto in maniera visiva e “meccanica”. Se a occhio nudo ti sembra tutto in ordine, prova a muovere leggermente il componente. Se lo stagno ha aderito bene, non deve assolutamente spostarsi o sollevarsi. Per farti un esempio, deve sembrarti che i componenti siano nati dentro al circuito e formino un enorme monolite. Se noti movimenti o saldature che non ti convincono, accendi il saldatore e ripassale immediatamente.
Cerca eventuali cortocircuiti
Una volta che gli elementi sono ben fissati, occorre andare alla ricerca di possibili collegamenti errati. A onor del vero, in questi kit semplici è molto difficile fare questo tipo di errori, ma non si sa mai. Uno dei classici problemi dei principianti è la tendenza ad abbondare con lo stagno. La seguente immagine identifica perfettamente il problema dell’eccedenza di stagno sui pin: la quantità eccessiva lo porta a “sbordare” dal pin stesso e ad attaccarsi al pin adiacente. In questo caso, il problema prende il nome di “bridge”, letteralmente “ponte”. In alcuni casi è un effetto voluto, ma nella tua situazione assolutamente no.
Osserva bene l’immagine:

Prima di tutto, niente panico! Rimani calmo e pensa al fatto che la prudenza ti ha evitato possibili guai. Rimuovere un bridge è molto semplice, non devi fare altro che accendere il saldatore e sciogliere lo stagno presente sul bridge stesso. Fondendo, si attaccherà alla punta, rimuovendone l’eccesso.
Un altro degli imprevisti che ti può capitare, è la pallina di stagno (solder ball). Succede tipicamente in due casi:
- Hai la punta non perfettamente pulita e, alcuni residui, si staccano da essa e finiscono sul circuito.
- La punta del saldatore non ha raggiunto la temperatura corretta (è fredda) e può formarsi la pallina.
Rimuovere le solder ball è altrettanto semplice: procurati uno spazzolino da denti (asciutto, mi raccomando!) e passalo sui pin. In alternativa, puoi usare una bomboletta di aria compressa, la stessa che usi per togliere la polvere dalla tastiera o dal PC.
Se non ci sono problemi, hai rimosso eventuali bridge e solder ball, inserisci lo spinotto dell’alimentatore e goditi il risultato. Hai concluso il montaggio del tuo primo kit e hai, di fatto, completato il tuo primo lavoro. Per quanto sia semplice e rudimentale, il tuo primo lavoro di elettronica ti sembrerà il più bello del mondo. Complimenti, adesso non ti rimane di fare altro che mostrarlo a tutti, ma proprio a tutti eh! Quindi, perché non mandi una foto anche a noi?
A tra una settimana, per le considerazioni finali!
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