Cyberdeck Dual-Screen con Raspberry Pi

cyberdeck

Nel dinamico mondo dei dispositivi fai-da-te, il concetto di cyberdeck ha assunto un ruolo sempre più rilevante tra gli appassionati di elettronica e tecnologia. Originariamente ispirato all’estetica cyberpunk e all’idea di portabilità estrema, un cyberdeck è una piattaforma personalizzabile progettata per offrire potenza di calcolo e interattività in formati insoliti e fortemente customizzati.

Il progetto Cyberdeck Dual-Screen, realizzato da Sector 07 e reso pubblico su Hackaday, si colloca ai vertici di questa categoria. Non si tratta solo di un esercizio di stile: questo dispositivo è un vero laboratorio portatile per Raspberry Pi, completo di interfacce, controlli, modularità e un doppio schermo touchscreen rotante. Il progetto è interamente open source e pubblicato su GitHub, accessibile a chiunque voglia replicarlo o trarne ispirazione.

Obiettivi del progetto e scelte progettuali

Il creatore ha seguito una visione molto chiara: costruire un sistema compatto, completamente stampabile in 3D, dal design retro-futuristico e con un’interfaccia utente pratica. La forma segue la funzione, ma non rinuncia all’estetica. I due schermi touchscreen da 9 pollici si distinguono per un sistema di rotazione su cuscinetti a sfera che garantisce movimento fluido e protezione meccanica dei cavi, grazie a limitatori integrati.

Oltre all’aspetto visivo, grande attenzione è stata dedicata alla facilità di assemblaggio e manutenzione. Snap-fit e accessori meccanici sono stati ottimizzati per essere resistenti ma semplici da montare. Solo poche viti sono necessarie, riducendo l’utilizzo di attrezzi e accelerando la costruzione.

Progettazione e stampa 3D

Il design dei componenti 3D ha richiesto un lungo processo iterativo, essenziale per calibrare le tolleranze e assicurare una buona qualità dell’incastro. Sono state effettuate numerose prove con diversi filamenti e impostazioni di stampa, al fine di ottenere una struttura robusta ma facilmente smontabile. Le parti critiche, come le cerniere, sono state rinforzate e lubrificate con grasso sintetico per aumentare la durabilità.

L’approccio modulare consente sostituzioni rapide dei componenti o aggiornamenti, rendendo il sistema molto più longevo rispetto a dispositivi commerciali.

Elettronica: PCB personalizzati e architettura GPIO

Uno dei punti più impressionanti è la progettazione dei tre PCB custom tramite KiCad. La topologia è stata pensata per distribuire in modo ordinato segnale e alimentazione: un cavo FFC a 40 pin collega il Raspberry Pi a una scheda centrale, che funge da hub verso moduli esterni.

Questa struttura permette:

  • gestione ordinata della corrente

  • riduzione delle interferenze

  • miglioramento della manutenibilità

Il circuito di alimentazione si basa su MOSFET N, capace di gestire fino a 6A, controllato da uno switch fisico. Tale scelta tecnica evita corti circuiti e fornisce maggiore affidabilità rispetto a un semplice interruttore meccanico.

L’integrazione di un hub USB interno risolve uno dei problemi più noti dei Raspberry Pi: l’insufficiente alimentazione delle periferiche. Qui invece ogni porta ha la sua alimentazione separata, aumentando notevolmente la stabilità del sistema.

Interfacce e controlli interattivi

Il sistema integra diversi elementi di controllo:

  • 4 pulsanti programmabili

  • 1 encoder rotativo con pulsante

  • 1 slider lineare

Tutti collegati ai GPIO e riconfigurabili tramite software. Il software sviluppato mostra in tempo reale lo stato degli input su display, utile in fase di debug o sviluppo di progetti embedded. Un set di DIP switch consente anche di isolare questi input, liberando i pin per altri usi.

Questo lo rende perfetto come banco di test per sensori, attuatori e controlli destinati ad altre piattaforme.

Accessibilità e modularità

Un punto di forza assoluto è la capacità di rimuovere rapidamente il Raspberry Pi dal cyberdeck. Una serie di maniglie consente lo scollegamento veloce di USB e HDMI, e lo slot microSD è facilmente accessibile. Questo approccio consente di usare il dispositivo come banco di test e poi trasferire il Pi in un progetto finale senza complicazioni.

Le porte GPIO e I2C esterne aumentano l’espandibilità. L’autore ha anche previsto spazio sufficiente per l’installazione di HAT standard o sensori Adafruit, incrementando la versatilità del dispositivo.

Applicazioni reali: esperimento multisensore

Per mettere alla prova il sistema, è stato realizzato un esperimento che combina più sensori I2C:

I sensori sono stati usati per confrontare l’acqua a temperatura ambiente con il caffè caldo. I dati raccolti venivano visualizzati in tempo reale sui display, dimostrando le potenzialità di gestione simultanea di diversi input e la capacità grafica dell’interfaccia.

Problemi tecnici risolti

Il progetto non è stato privo di ostacoli. Tra gli errori più significativi:

  • Resistenze invertite su PCB

  • Cortocircuito in un connettore rapido

Questi problemi sono stati superati con l’uso di strumenti come multimetro e schede GPIO estese per test di continuità. Questi episodi sottolineano l’importanza di un approccio metodico e dell’esperienza pratica con saldatura SMD.

Qualità costruttiva e design estetico

Il progetto, pur essendo fai-da-te, ha un’estetica curata e professionale. Le linee richiamano lo stile cyberpunk ma rimangono sobrie e funzionali. L’illuminazione LED della tastiera, i dettagli delle cerniere e la solidità strutturale trasmettono qualità e affidabilità.

Il sistema di rotazione con cuscinetti è di qualità superiore, offrendo sensazioni di utilizzo paragonabili a dispositivi commerciali.

Replicabilità e risorse

Il progetto è completamente open source. I file 3D, gli schemi elettrici e la documentazione sono disponibili su GitHub (repository ufficiale), rendendo la replica accessibile a chi possiede le competenze adeguate.

Tuttavia, non è un progetto entry-level: richiede esperienza con stampa 3D, saldatura SMD e programmazione. L’autore è trasparente nel definire questa versione come un prototipo “v1”, ma la qualità complessiva è tale da costituire un benchmark per la community.

Considerazioni finali

Il Cyberdeck Dual-Screen rappresenta un’evoluzione significativa nel mondo dei dispositivi portatili personalizzati. Offre una combinazione rara di:

  • meccanica raffinata

  • elettronica avanzata

  • software funzionale

  • accessibilità open source

Chi ha esperienza nei settori maker, DIY o elettronica embedded troverà in questo progetto una fonte di ispirazione e un banco di prova avanzato. Non è economico, né semplice, ma il valore formativo e tecnico è altissimo. Con il giusto mix di curiosità e competenza, può diventare il centro operativo di ogni sviluppatore mobile moderno.

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Simone Candido è un ragazzo appassionato del mondo tech nella sua totalità. Simone ama immedesimarsi in nuove esperienze, la sua filosofia si basa sulla irrefrenabile voglia di ampliare a 360° le sue conoscenze abbracciando tutti i campi del sapere, in quanto ritiene che il sapere umano sia il connubio perfetto tra cultura umanistica e scientifica.

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