Intorno al lago
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E' bello andare controcorrente. I finestrini rigorosamente spalancati a cogliere il fresco e gli odori della notte, avanzo sulle onde placide di una vecchia canzone, avvolgenti, sinuose, un po' intriganti. Amiche.
Non consoco la destinazione finale, cammino. Guardo fuori, tra gente che sa dove andare ma non sa perche'. Sorrido tra me e me: io, almeno, non so dove vado ma so per quale motivo.

Sono al lago. Domenica sera e' ricco di stimoli per avvertire la vita; scendo dalla macchina, l'autoradio tiepidamente accoccolata nell'incavo del braccio. A spasso assieme.
Annuso l'aria, piacevolmente smarrito, e m'incammino al ritmo placido dei miei pensieri. Le ragazze odorano di profumi esotici, gli abiti svolazzanti nella brezza lacustre, ma non se ne rendono nemmeno conto.
A due, a tre, a gruppi incrocio comitive starnazzanti o compite famigliole serene, la mamma col bimbo ed il padre con le borse e le chiavi della macchina, ragazzi che gridano di Balbo e dell'Inter. "Porco qui, era rigore!", "Non riuscivo a guardarlo negli occhi", "E lei cosa gli ha risposto?", "Ho mangiato troppo!", " Forza, che si fa tardi..", "Ti voglio bene..."

Avanzo lentamente, non ho fretta stasera. Lo sfondo cambia come in un magico caleidoscopio umano: i gruppi si spezzettano, e sulla riva appaiono come d'incanto le prime coppie sparute. Il marciapiede e' piu' libero solo qualcuno abbracciato ad una sottile promessa di serenita'.
Dietro la curva il salto indietro nel tempo, a cavallo delle note di una giostra: "Summer nights", subito seguita da "I will survive". Sopravvivo, sì.

Ricordi di ieri e di anni si confondono, sfocandosi a vicenda. Senza che me ne fossi accorto, il caleidoscopio ha preso me come perno centrale, ed io vedo il mondo intero in multicolori frammenti di tempo spezzato.
Non voglio voltare la testa, i frammenti porebbero graffiarmi... La giostra, grottesca parodia della vita, gira cieca e instancabile, offrendo a caro prezzo istanti di gioia effimera. Ma guai se non ci fosse... Senza rendermene conto, mi trovo a camminare solo.

Devo esser passato davanti a locali con musica: ricordo una fisarmonica triste che intonava "My Way", e una tastiera digitale, e una polka, e una risata, e una bestemmia. Allegria domenicale. Allergia domaniacale.
Ma ora sento i grilli. Nemmeno un sospiro dal lago. Piuttosto uno squarcio nella vegetazione. Stelle ammiccano chiamandomi "ET, quanto tempo che non ti si vede!" Malinconicamente ricordo i giorni in cui ero in grado di riconoscerle ad una ad una. Ora, sollevate su una corona di nuvole nere intorno al bordo del lago mi appaiono come un'aureola sul capo calvo di un gigantesco francescano.

Poche luci si riflettono ancora sulla lucida superficie del lago, raggi timidi, indicazioni verso le case. Lontano, una sirena. Due fari tentano invano di acciuffare correndo il buio che li precede. Poi di nuovo il silenzio e la maestosita' di un luogo solitario.
Il lago ripone gli abiti della festa, e lentamente, senza confusione, le luci si affievoliscono scomparendo a gruppi; la musica, inizialmente sirena suadente di inenarrabili gozzoviglie, si trasforma in mesta compagna di riflessione. Lacrima di coccodrillo.

Continuo a camminare, un passo dopo l'altro, un'ora dopo l'altra. Come attratti da un invisibile richiamo, ad un tratto i villegianti caricano i propri veicoli e partono (per dove? per dove?) consci solo della stanchezza (di cosa? Per cosa?).
La serata e' terminata. No, aspetta! Nascosto tra un bicchiere di carta ed un involto di porchetta, approfittando della calma oramai sopraggiunta, un musino esce fuori, leccandosi i baffi. E' festa per tutti, mormoro solo al vento, e' festa per tutti, e negli occhi brilla una stella di malinconica serenita'...

Torno ormai sui miei passi, verso una realta' meno suggestiva e tenera di quella appena vissuta. La vita e' meravigliosa. Peccato che non importi piu' a nessuno. Peccato che non se ne accorga piu' nessuno, tranne voi e me. "(...) Ognuno loda, ognuno taglia. A sera, ognuno col suo grave fascio va.
Nell'aria un pianto: d'una capinera che cerca un nido che non troverà".

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