Fari nella notte
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Stella. Solo una stella.
Sorrido triste al pensiero della distanza. Anni luce di vuoto muto ed immutabile. Ma la saluto volentieri, mi accompagna spontaneamente in questo viaggio.
Un'occhiata rapida agli strumenti: tutto sotto controllo. Musica. Compendio di emozioni armonizzanti nella violenta asimmetria di una esistenza vana.
Vibrazioni periodiche captate dallo spirito. Chi sono, e chi percepisce la musica? Cos'e' una emozione?
Spengo le luci di posizione. Buio. Notte. Oscurita'. E silenzio. Mi muovo nello spazio, incontrandomi sempre uguale, e ancora diverso.

Sempre io. Ed una sfera di velluto nero attorno a me. "Allora vieni o non vieni?" "Dai, che ci divertiamo!" Voci. No, parole. Significati. Le voci oramai non le ricordo piu'. Amici. Conoscenti. Cono-ignoranti.
Curioso ricordarli ora... Le barriere inibitorie calano. Il mezzo in cui mi trovo scorre senza esitazioni. Sento di non essere solo, porto in me il ricordo del ricordo di chi mi ricorda. Respiro piano, socchiudendo gli occhi. Ma non piango.

La stella continua a seguirmi. Torno a ricordare l'emozione provata nello scorgere Andromeda a occhio nudo. Spirale nel tempo. Forse mi ha ipnotizzato. Quando osservo le stelle il tempo mi cristalliza attorno: tutto cio' che era uso muoversi si assoggetta alla fissita' dei corpi celesti. L'infinito e' fermo, ed io mi muovo in esso. Un eterno istante presente mi accompagna. E la mia morte e' apparenza. Tanto non me ne accorgerei... Stella, Stellina, la Notte e' una Regina....

"Tuo padre e' deceduto pochi minuti fa".
Sto guardando la televisione. Esprimono la proiezione tridimensionale di un Tesseract. Cambio canale. Mr. Magoo. Rido. Sino alle lacrime. Finalmente. Spia accesa. Problemi di carburante. Un cono di luce nell'oscurita' profonda. Mi avvicino.
Un'oasi nel deserto stellato, un asteroide vagante. Popolato di strane creature dai folti baffi. Mi si avvicina uno strano essere, una creaturina che assomiglia ad un piccolo drago nero dal caratteristico respiro fiammeggiante. Innocuo. Trotterella al mio fianco e mi porge una zampa. Ne ha sei. Tutto normale.

Sė, sė, l'olio e' a posto. No, i vetri sono puliti. Uff.... finalmente. Riparto. Luci, lontano. Una strada in collina. Ma dormono tutti, nessuno tranne me la vede. Una curva, e la strada scompare. La stella rimane.
"La S.V. Ill.ma e' invitata alla prossima asta di tappeti persiani, gioielli antichi ed orologi, che si terra' nei locali... "Ma guarda, questa non me l'aspettavo proprio. Chissa' quale attinenza puo' avere con il tempo, lo spazio, la vita, l'universo e tutto quanto. "...di Sconchiglioso Zeta, in via del Pensiero Profondo 42".

Piove. Due lame di luce sferzano milioni di minuscole gocce la cui unica colpa e' di trovarsi in quel posto in quel momento. La vita e' spesso cosi'.... Apro il finestrino. Una folata di vento mi scompiglia i capelli. Il mio amico vento... Lei non mi ha mai arruffato i capelli. Forse perche' lei non e' mai esistita. Ma neanche questa storia e' mai esistita. Sinora.
Chi era - e' - sara' lei? Una luce azzurra lampeggia in fondo al buio. Un mezzo di soccorso. Perche' in casi di emergenza gli aiuti sono sempre la meta' di quelli necessari. Mi do dell'idiota. Ma rido.

Guido nella notte. Una sera spensi le luci e guidai al chiaro di luna. Erano le due del mattino. La luna era viva, potevo sentirla, parlarle. I sogni si protendono nella notte come lunghe dita gelate, alla ricerca di un sole che sciolga per loro il freddo della realta' onirica.
Io amo il freddo. Io non sono un sogno. Io non verro' sciolto.
Continuo a guidare. Occhi azzurri. Marroni. Verdi. Capelli biondi. Mori. Rossi. Orecchie piccole. Mani delicate. Voce dolce. Gusti erratici, mode effimere. Io sono qui. Io resto qui. Rispondo al vento.

Sei Perdente! mi grida. Sei PerSette! rispondo. E l'Universo si spegne. Mi sveglio tutto sudato. Altri fari nella notte, su di una strada laterale. Non intersecheranno la mia vita. Mai.
Siamo Soli. Stelle. Affini. Illuminiamo le tenebre per noi stessi, che amiamo il buio. Paradosso? No, paracunetta.
Da bambino, tornando a casa la sera, vedevo le tre luci che illuminavano l'osservatorio, sulla cima di Monte Cavo. Ero convinto che da un momento all'altro avrei visto un U.F.O.. Troppo tardi compresi che sarebbe stato sufficiente guardarmi allo specchio.

Il buio silenzioso avviluppa l'Universo. L'Entropia ha vinto. Solo due fari nella notte continuano a vagare nell'eterna vanita' di una vita inutile.

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