Differenze tra Android Stock vs MOD

Android Stock vs MOD – Pregi e difetti di una distribuzione “aperta”

Molti di voi si chiederanno il motivo per cui molte persone modificano il proprio dispositivo Android. Spero di potervi dare una risposta completa in quest’articolo.
Vorrei parlarvi delle reali differenze che può avere uno smartphone quando viene modificato e perciò tra Android Stock vs Mod. Ho già spiegato in altri due articoli come procedere per lo sblocco del bootloader e i vari termini che ci seguiranno per tutto il processo.

Tutti i test che vedrete nell’articolo sono stati eseguiti sul mio Xiaomi Redmi Note 5 (codname: Whyred).

Ho utilizzato diverse app di benchmark per verificare le prestazioni. Scrivete nei commenti se conoscete qualche altra app da aggiungere ai test!

Le app:

  • 3DMark – Sling Shot, Slingshot Extreme. Ho provato anche Ice Storm Extreme, ma ho ritenuto non fosse abbastanza preciso per le prestazioni del mio smartphone.
  • Antutu
  • Geekbench 5
  • PcMark – Work 2.0
  • Androbench
  • CPU-Z

Come potete vedere le differenze prestazionali senza l’aggiunta di nessun modulo magisk sono molto simili, direi trascurabili. Ci tengo a precisare che la rom utilizzata è la MIUIMix, una sorta di MIUI.eu modificata.

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Le vere differenze le noterete con l’utilizzo giornaliero. Infatti sostituire il sistema operativo con uno custom nonostante renda il dispositivo meno sicuro a causa dello sblocco del bootloader, avrà probabilmente le patch di sicurezza Android aggiornate. Inoltre la maggior parte dei brand in commercio aggiorna i propri dispositivi con solo 2/3 major update (il mio dispositivo è nato con Android 7.0 Nougat e molto probabilmente si fermerà alla versione 9.0 Pie), e perciò sostituendo la rom si potrà avere l’ultima versione per alcuni anni (in base allo sviluppo dato da alcuni fattori, ad esempio la quantità di unità vendute e la semplicità di sblocco).

Tramite i permessi di root potrete avere accesso a numerosissimi vantaggi, scaricando nell’archivio di magisk alcuni moduli. Ad esempio moduli che sbloccano la cassa anteriore del proprio dispositivo per avere un suono più alto (con il mio dispositivo è possibile notare la differenza guardando un film rispetto ad ascoltare musica). Oppure potrete sbloccare le librerie api2 (tramite alcuni moduli oppure modificando manualmente con BuildProp), che danno l’accesso ad alcune impostazioni della fotocamera non selezionabili con il firmware stock. Questo significa semplicemente ottimizzare un sensore fotografico, perché come vedrete nei test le differenze sono assolutamente nette! 

Spero solo che nonostante la compressione la differenza si possa vedere. 

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Questo è solo un assaggio ragazzi. Il mondo del modding è totalmente aperto, e potrete trovare moltissimi fix per problemi di vario tipo, come migliorie per la durata della batteria, la fluidità data dalla gestione del sistema operativo (come vedete non data dalla differenza di prestazioni) ed addirittura con kernel modificati potrete aggiungere un pizzico di potenza applicando leggeri overclock di CPU e GPU.

 

Inoltre si sta’ pian piano sviluppando un nuovo tipo di file system progettato appositamente per le memorie di tipo Nand, che ha l’intenzione di sostituire l’ext4 sugli smartphone. Prende il nome di F2FS, e dovrebbe migliorare la velocità della memoria ROM. CONTROLLATE CHE LA ROM LO SUPPORTI!

Ora però vorrei anche parlare dei difetti, perché non è tutto oro quello che luccica!

Non ho più intenzione di parlare di sicurezza al momento, perché come avete già inteso sareste sottoposti ad un rischio maggiore. O addirittura perdere alcune funzioni comprese nel sistema operativo nel caso di Samsung con Knox (se di interesse approfondirò in futuro).

Il problema maggiore è sicuramente la garanzia, in quanto una volta sbloccato il bootloader la maggior parte dei brand la invalida.

Inoltre se troverete poco sviluppo per il vostro dispositivo sarete maggiormente esposti a bug, in quanto i test saranno su una scala di persone sicuramente ristretta che non aiuta lo sviluppatore a risolvere i problemi.

In molti casi perderete gli aggiornamenti via OTA e perciò dovrete controllare e nel caso installare manualmente gli aggiornamenti.

Il rischio più grande di tutto questo però, è sicuramente il rischio di brick o di bootloop (riavvio continuo del dispositivo), che nel caso di pacchetti errati o di mal esecuzione delle varie procedure diventa plausibile.

In futuro ho intenzione di aggiornare questo articolo aggiungendo alcuni test su custom rom con Android 10!

Android Stock vs MOD: Ve la sentite di “Moddare” il vostro dispositivo? Io non ne faccio più a meno!

Se vi interessano articoli di questo genere continuate a seguirci!

 

 

 

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